Le tecnologie italiane nella guerra invisibile, il ruolo del dual use nelle esportazioni verso Israele

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Droni, avionica, sistemi ottici, materiali compositi e sistemi per la guerra elettronica. Una parte delle relazioni industriali tra Italia e Israele ha assunto queste forme dual use, dopo il 7 ottobre 2023. Per chi le studia da anni “non è una novità: da tempo si gioca su più livelli, uno dei quali è quello tecnologico. Oltre alla componentistica più tradizionale, le aziende italiane forniscono anche sistemi e moduli ad alta specializzazione ai fornitori delle forze armate israeliane”, spiega Carlo Tombola, co-fondatore dell’osservatorio indipendente The Weapon Watch, fondato a Genova nel 2020 per monitorare traffici militari nei porti europei e mediterranei. Insieme ad altre organizzazioni internazionali attive nel monitoraggio delle esportazioni militari e delle filiere logistiche verso Israele, l’osservatorio ha realizzato un report che lo conferma. Si chiama Made in Italy per l’industria del genocidio e traccia almeno 416 spedizioni di materiali militari e forniture energetiche partite dall’Italia verso Israele tra ottobre 2023 e la fine del 2025, insieme a oltre 224.000 tonnellate di carburanti.

Si tratta in gran parte di tecnologie e componenti dual use, cioè prodotti leciti e destinati formalmente anche al mercato civile, ma potenzialmente utilizzabili anche in ambito militare, in base all’utilizzo finale e alla loro integrazione nei sistemi. Abbiamo analizzato il rapporto concentrandoci soprattutto sulle categorie a più alto contenuto tecnologico: ottiche di precisione, sistemi avionici, componenti per droni, materiali avanzati e tecnologie elettroniche che, secondo gli autori del documento, sarebbero finite nella filiera industriale di aziende legate alla difesa israeliana. Nel lavoro di verifica, abbiamo contattato diverse aziende citate nel documento: solo una parte ha risposto nel merito, mentre molte hanno scelto di non commentare le spedizioni a loro attribuite.

Cosa rivela il report sul dual use esportato verso Israele

Un report dual use

Tra i gruppi coinvolti nella realizzazione del rapporto c’è People’s Embargo for Palestine, movimento internazionale che promuove campagne coordinate di pressione su governi, aziende e istituzioni per fermare la corsa agli armamenti di Israele, attraverso embarghi e blocchi commerciali. Fa parte della rete anche il Palestinian Youth Movement (Pym), organizzazione transnazionale indipendente di giovani palestinesi e arabi attiva sui temi della liberazione palestinese e della mobilitazione internazionale. Dall’Italia, partecipa anche Giovani palestinesi d’Italia (Gpi), organizzazione giovanile della diaspora araba e palestinese che si occupa di attivismo politico contro sionismo e imperialismo. A completare il gruppo c’è lo European Legal Support Center (Elsc), organizzazione legale che fornisce supporto giuridico alle reti di solidarietà con la Palestina.

Il report è frutto di un lungo lavoro di incroci tra dati doganali, manifesti di carico, registri logistici, tracciamenti navali e cargo aerei. Ricostruisce rotte commerciali, spedizioni e catene di approvvigionamento che coinvolgerebbero aziende italiane, infrastrutture portuali e aeroportuali e società di trasporto attive tra Italia e Israele.

Hi-tech italiano inviato a Elbit

Il report prova a mappare una rete più ampia di aziende italiane attive in segmenti tecnologici molto specifici. L’attenzione si concentra soprattutto su componenti dual use e sistemi avanzati destinati a Elbit Systems, uno dei principali fornitori delle Forze di difesa israeliane. Non si tratta di armamenti completi, ma di elementi che intervengono nelle capacità operative di droni, piattaforme aeree e sistemi elettronici: ottiche di precisione, avionica, materiali compositi, schermature elettromagnetiche e tecnologie per imaging e comunicazioni.

Tecnologie operative

Una parte delle forniture riguarda sistemi e componenti potenzialmente collegabili alle capacità operative di droni e piattaforme aeree, in particolare per sorveglianza, acquisizione bersagli e gestione delle comunicazioni. Tra le aziende citate nel report compare Tecnottica Consonni, specializzata in ottica di precisione. Tra novembre e dicembre 2024, avrebbe inviato lenti doppie, fibre ottiche e altri componenti alla divisione Electro-Optics Elop di Elbit Systems. Si tratta di parti usate in sistemi elettro-ottici per immagini e puntamento, anche in condizioni di scarsa visibilità.