Vance o Rubio? Alla Casa Bianca è già iniziata la corsa alla successione di Trump

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Alla Casa Bianca inizia ufficialmente a serpeggiare l’ansia per le elezioni presidenziali americane del 2028 e per la scelta del candidato Repubblicano.

Nella serata di lunedì 11 maggio, il presidente statunitense Donald Trump ha sondato informalmente le preferenze degli ospiti di una cena organizzata nel Rose Garden della Casa Bianca. “A chi piace JD Vance? A chi piace Marco Rubio?“, ha chiesto Trump, prima di suggerire che un ticket con Vance alla presidenza e Rubio come vice sarebbe un “dream team“.

All’interno dell’amministrazione Trump è insomma partito il delicato confronto su chi sarà il candidato del Partito repubblicano per il 2028.

Nelle ultime settimane Trump ha effettuato diversi sondaggi a sorpresa, come ha riferito a Wired una fonte che ha familiarità con la questione. I risultati sono stati notevoli: se a Mar-a-Lago alcuni donatori hanno manifestato a Trump una preferenza per Rubio, un gruppo di agenti delle forze dell’ordine – che la Casa Bianca considera forse più rappresentativo dell’elettorato medio – si è espresso in favore di Vance.

Fonti della Casa Bianca affermano che Vance è ancora il favorito, ma non danno per chiusa la partita. E sottolineano che la settimana scorsa alcuni membri del team del vicepresidente hanno partecipato a un ritiro per discutere di strategia.

Le mosse sottotraccia di Vance

Vance si sta muovendo per rafforzare la sua squadra di collaboratori politici, che è rimasta in gran parte la stessa dai tempi in cui era senatore, in vista di quelle che si preannunciano elezioni di metà mandato particolarmente complicate per i Repubblicani. Il partito è alle prese con i contraccolpi della guerra in Iran e dello stanziamento di un miliardo di dollari per il progetto della sala da ballo di Trump alla Casa Bianca, tra le altre questioni.

Secondo due fonti che hanno familiarità con la questione, Vance aveva iniziato a discutere di possibili cambiamenti nel suo team già a gennaio. Tra le novità ci sono l’arrivo di Cliff Sims come nuovo consigliere per la sicurezza nazionale e la promozione di Will Martin a vice capo dello staff.

Sims, la cui nuova posizione è stata annunciata nei giorni scorsi, ha la fama di essere un agente politico spietato e potrebbe aiutare il vicepresidente grazie alla lunga esperienza maturata nella cerchia di Trump e alle fitte relazioni con una serie di alti funzionari dell’amministrazione.

Ci sono poi i legami con il direttore della Cia John Ratcliffe. Nell’ultimo anno Sims ha lavorato come consulente proprio per Ratcliffe, riportano diverse fonti secondo cui ora Vance e il capo della Cia lavoreranno a più stretto contatto, aumentando drasticamente l’influenza del vicepresidente sulla politica di sicurezza nazionale statunitense.