Google Pics: la sfida Canva e Photoshop è iniziata

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Tra gli strumenti digitali inediti presentati al Google I/O 2026 c'è anche Google Pics, e sebbene il titolo citi Photoshop non si tratta semplicemente di un suo clone o di un potenziamento delle funzioni già viste in Google Foto, ma di un'applicazione autonoma che unisce sofisticate opzioni di fotoritocco a strumenti avanzati basati sull'AI generativa.

Stando a quanto raccontato da Google sul palco durante l'evento di ieri sera, l'applicazione è mossa dal modello Nano Banana ed è dotata di una tecnologia di segmentazione degli oggetti. Proprio questa caratteristica permette a chi ne fa uso di selezionare, spostare, ridimensionare o trasformare singoli elementi all'interno di una foto, indipendentemente dal fatto che l'immagine sia uno scatto reale o una creazione digitale.

Lo strumento è particolarmente potente, perché è in grado di interagire direttamente con i testi presenti all'interno delle immagini, e si può fare davvero di tutto e con la massima libertà. Google Pics consente, ad esempio, di modificare le scritte o persino di tradurle in altre lingue, mantenendo intatti lo stile del carattere e la dimensione originale.


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