Il grande squalo bianco nuota nel Mar Mediterraneo da milioni di anni, ma è raro incontrarlo perché è sull’orlo dell’estinzione

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Una specie in pericolo

Diffuso nelle acque temperate e subtropicali di tutti gli oceani, il grande squalo bianco è presente da milioni di anni anche nel Mar Mediterraneo, dove costituisce una popolazione oggi fortemente ridotta e, di conseguenza, anche gli avvistamenti sono diventati sempre più rari. Nonostante la sua fama (gli attacchi all’uomo sono eventi molto rari), infatti, la specie a essere sempre più minacciata dalle attività umane, in particolare dalla pesca accidentale, dalla cattura illegale, dalla perdita di habitat e dalla diminuzione delle prede naturali. Per questo motivo, Carcharodon carcharias è classificato come vulnerabile nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn), con la popolazione più precaria proprio nel Mediterraneo, classificata in pericolo critico di estinzione.

Un raro, quanto speciale, incontro

Ogni avvistamento documentato di un grande squalo bianco nel Mediterraneo, quindi, rappresenta un’occasione preziosa, in quanto fornisce informazioni utili per la ricerca scientifica e per le strategie di conservazione della specie in un mare dove la sua presenza è oggi molto rara. Allo stesso tempo quest’ultimo incontro può essere interpretato come un segnale incoraggiante per la biodiversità marina e un promemoria dell’importanza di proseguire e rafforzare gli sforzi di conservazione negli ecosistemi marini, considerati tra i più fragili al mondo. “Gran parte delle nostre conoscenze sugli squali bianchi nel Mar Mediterraneo derivano da esemplari morti catturati durante le operazioni di pesca”, ha commentato Carlo Cattano, ricercatore presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn. “Osservazioni come questa sono estremamente preziose per migliorare la nostra comprensione della distribuzione, delle abitudini e del comportamento di questa specie in pericolo critico, la cui sopravvivenza è minacciata dalle attività umane. La nostra ricerca sugli squali ci ha permesso, nel tempo, di identificare diversi punti critici per le specie minacciate, e questo avvistamento è particolarmente significativo per convalidare il valore di conservazione di quest’area”.