
Nonostante l’Egitto sia stato riconosciuto dal governo italiano e dall’Unione europea come un paese sicuro, “tre o quattro persone al giorno fanno la fine di Giulio Regeni. Persone che non potrebbero restare in un paese dittatoriale dove si rischia di essere perseguitati, torturati, uccisi o di essere vittime di sparizione forzata, ma che per esercitare il più sacrosanto dei diritti, ovvero il diritto all’asilo, sono costrette a rischiare la vita in mare perché non c’è un’alternativa. La lotta agli scafisti, alle mafie dei trafficanti, si fa davvero aprendo delle vie legali di accesso per chi ha il diritto di avere asilo in Europa”. L’avvocata Alessandra Ballerini, che da più di dieci anni segue la famiglia di Giulio Regeni per ottenere giustizia dopo la barbara uccisione del ricercatore al Cairo, sottolinea questi punti prima della proiezione del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo che si è tenuta il 17 aprile all’Arci provinciale di via Bellezza a Milano.
A cosa serve questo documentario
Giulio Regeni torna in oltre 70 atenei italiani
Il film, diretto da Simone Manetti, in questi giorni viene proiettato in oltre 70 atenei italiani, per ricordare la storia del 28enne dottorando dell’Università di Cambridge, vittima della paranoia e delle torture di un potere autoritario. Di lui si persero le tracce il 25 gennaio 2016 e il suo corpo venne ritrovato, con evidenti segni di tortura, il 3 febbraio 2016, in una strada desolata alla periferia del Cairo. L’iniziativa Le università per Giulio Regeni è promossa dalla senatrice a vita e scienziata della Statale di Milano Elena Cattaneo, ma sono molte le sale dei circoli che, sostenute da un movimento civile che da un decennio chiede verità e giustizia, promuovono la visione della pellicola, recentemente al centro delle cronache per il mancato finanziamento pubblico.
Un processo ancora in corso
Per il sequestro e la morte di Regeni il processo a carico di quattro agenti degli apparati di sicurezza egiziani è ancora in corso e la prossima udienza è prevista a giugno. Alla proiezione in via Bellezza a Milano, l’avvocata della famiglia Regeni, intervenuta in collegamento, torna sul punto dell’identificazione dell’Egitto come paese sicuro da parte del governo italiano e dell’Unione Europea raccontando un episodio accaduto recentemente: “L’ultima udienza del processo, che ora è finalmente ripreso, riguardava la traduzione di un atto dove vengono quindi nominati degli interpreti. La Corte d’Assise a Roma nomina un suo perito che viene in udienza per giurare che farà una traduzione fedele. L’Egitto è un paese così sicuro che questo perito italiano, in un’aula di un tribunale italiano, giura dietro un paravento e non declina le sue generalità nella pubblica udienza perché ha paura. Anche nel documentario, alcuni testimoni italiani, di cui magari vedrete solo le mani, hanno paura a raccontare quello che hanno visto e sentito. Questo dovrebbe farci pensare: se davvero continuiamo a credere che gli affari debbano prevalere sulla tutela dei diritti umani, abbiamo sbagliato tutto”.
“Non voltarsi dall’altra parte”
Dopo aver visto il documentario su Regeni, il messaggio che emerge più forte è quello di non voltarsi dall’altra parte. Anche un piccolo gesto, che può sembrare insignificante, può salvare una vita. Qui Ballerini aggiunge: “Quello che è successo a Giulio è stato possibile non solo tramite le azioni di chi lo ha torturato ma anche perché moltissime persone, che gli erano molto vicine e che avrebbero potuto impedire facilmente tutto quel male, non l’hanno fatto. Per indifferenza o per vigliaccheria si sono voltate dall’altra parte”.
C’è stato però chi invece ha deciso di prendere posizione: “Tra i testimoni presenti nel film ci sono alcuni prigionieri che erano rinchiusi insieme a Giulio. Tra loro c’erano due uomini di Gaza, catturati in Egitto, la cui testimonianza è stata fondamentale nel processo, che purtroppo sono poi morti nel genocidio di Gaza. A loro va tutta la mia riconoscenza e sono la dimostrazione che è possibile non voltarsi dall’altra parte”.

























