
Concretamente, la scienza della skincare sta mettendo a punto trattamenti rivitalizzanti, ispirati anche alla medicina estetica rigenerativa a supporto delle funzioni fisiologiche e della qualità della pelle per rallentare invecchiamento cutaneo, aumentare la produzione di energia e favorire il metabolismo, contrastando lo stress ossidativo.
L’obiettivo di offrire soluzioni avanzate come si traduce per l’azienda in termini di investimenti in ricerca e sviluppo; che stagione sta vivendo Filorga anche sul fronte della brevettazione?
Filorga investe costantemente, e continuerà a farlo, nella valutazione clinica e nelle misurazioni strumentali per comprovare scientificamente e documentare l’efficacia dei propri prodotti.
Questo impegno si traduce, a livello aziendale, nell’allocazione di risorse sostanziali destinate non solo al potenziamento dei nostri laboratori di ricerca, ma anche a collaborazioni strategiche con esperti del settore medico. Per noi, offrire soluzioni avanzate significa finanziare continuamente lo studio di nuove frontiere biotecnologiche, dall’ingegneria cellulare alla scienza dei materiali applicata alla cura della pelle.
Sul fronte della brevettazione, Filorga sta vivendo una stagione di forte dinamismo e accelerazione. È una fase di grande maturità scientifica ed espansione. Più che concentrarci esclusivamente sulla scoperta di singole molecole, siamo orientati verso sinergie di ingredienti.
L’innovazione in casa Filorga è supportata da un comitato scientifico multidisciplinare: come evolve quest’ultimo anche in termini di rappresentazione delle competenze?
L’impegno alla base di ogni azione del brand è sempre lo stesso: offrire trattamenti skincare efficaci per le esigenze cutanee di donne e uomini, senza compromessi sulla sensorialità. Di conseguenza anche nella scelta dei membri del nostro Scientific Advisory Board, il marchio si muove individuando esperti autorevoli nel campo della medicina estetica, chirurgia plastica, biologia cutanea e dermatologia con cui definire l’orientamento strategico, valutare le innovazioni e collaborare sulle metodologie cliniche. L’obiettivo è sviluppare tecnologie cosmetiche all’avanguardia e garantire che i prodotti finali soddisfino i rigorosi requisiti di dermatologi e medici estetici di tutto il mondo.
Nel 2028, Filorga taglierà il traguardo del cinquantenario, quali sono gli aspetti più profondi dell’intuizione di Michel Tordjman che, anche in uno scenario temporale profondamente cambiato, possono fungere da ispirazione per gli attori innovativi dell’industria della cosmesi/medicina estetica?
Il Dott. Tordjman è un pioniere della scienza rigenerativa, di skin quality e skin longevity.
L’intuizione fondamentale, risalente al 1978, fu che per ottenere una bellezza duratura bisognasse indagare la causa principale dei processi di invecchiamento e intervenire alla loro origine, piuttosto che puntare, in quanto medico estetico, unicamente a ripristinare i volumi della giovinezza. Arrivò così alla conclusione che fosse necessario rivitalizzare la pelle a livello cellulare fornendo i nutrienti essenziali, come vitamine, aminoacidi, minerali, per supportarne il metabolismo e permetterle di funzionare al meglio: un concetto oggi fondamentale nella scienza rigenerativa.

























