"Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace 😏 E a voi?". Con queste parole, Benedetto Levi ha mostrato su LinkedIn la diffida ricevuta da Fastweb in relazione al nuovo spot iliad con Megan Gale. Il CEO di iliad Italia ha condiviso il documento e lo ha collegato direttamente al tema del cambiamento, attorno a cui l’operatore ha costruito la comunicazione con l’ex volto storico di Omnitel.
La vicenda nasce dalla nuova campagna pubblicitaria di iliad con Megan Gale, tornata nella telefonia italiana dopo essere stata per anni uno dei volti più riconoscibili della comunicazione Omnitel e poi Vodafone. Lo spot ruota attorno al concept "Poche cose sono per sempre" e al tema del cambiamento, con un evidente richiamo alla memoria pubblicitaria del settore. Proprio questo richiamo è al centro della diffida di Fastweb, che contesta l’impostazione della campagna e dei contenuti collegati, presenti su numerosi media e sui canali social di iliad.
Nel documento, Fastweb sostiene che la campagna sarebbe "volutamente e dichiaratamente incentrata sul valore evocativo del personaggio". Il riferimento è a Megan Gale, indicata nella lettera come "storico volto della pubblicità Omnitel e successivamente Vodafone fra il 1999 e il 2008". Secondo la società, iliad avrebbe costruito lo spot attorno a un’immagine già fortemente associata al percorso pubblicitario di Vodafone in Italia, utilizzandola per raccontare il passaggio a un altro operatore.
Fastweb descrive anche alcuni passaggi della campagna. Megan Gale cammina per le vie di Milano, viene riconosciuta da persone incontrate "in un’altra pubblicità" e attorno a lei si sviluppano battute legate al cambiamento e al passaggio a iliad. Tra le frasi richiamate nella diffida compaiono "Megan, cosa ci fai in questo spot?", "Ho deciso di cambiare", "Megan, anche tu qui?", "I commenti della gente non si fermano, quindi…", "Ma hai visto chi è passata" ed "Eh sì, è passata in iliad anche lei". Fastweb sottolinea inoltre che Megan Gale è vestita di rosso, indicato come "il colore che identifica Vodafone sin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003".
La contestazione non riguarda quindi soltanto la scelta della testimonial, ma il modo in cui la sua presenza viene inserita nel racconto pubblicitario. Secondo Fastweb, questi elementi darebbero luogo a un "indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone", oltre che a una possibile confusione con Vodafone e a una comparazione ritenuta suggestiva tra Vodafone e iliad. La società parla anche di sfruttamento della storica testimonial Vodafone e richiama diverse disposizioni del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, insieme agli articoli 2598, numeri 2 e 3, del codice civile.
Nella parte finale della diffida, Fastweb chiede a iliad di provvedere "all’immediata cessazione della diffusione della campagna in questione, su qualsiasi mezzo" e di confermare l’avvenuta cessazione "entro e non oltre 24 ore dal ricevimento della presente". In caso contrario, la società si riserva di agire "nelle sedi competenti".


























