
Una figura molto discussa è stata Sam Kirchner, uno dei fondatori, successivamente allontanato dal gruppo dopo tensioni interne e accuse di comportamenti aggressivi. Oggi uno dei volti più visibili è Guido Reichstader, noto per le proteste e gli scioperi della fame organizzati davanti alle sedi delle aziende AI.
Dal punto di vista ideologico, StopAI unisce temi diversi: rischio esistenziale, critica alle Big Tech, opposizione al transumanesimo e timore di una società sempre più automatizzata. Più che concentrarsi soltanto sulla regolamentazione tecnica, il gruppo presenta l’AI come una trasformazione culturale e politica che potrebbe cambiare profondamente il ruolo degli esseri umani nella società.
La via “alternativa” di ControlAI
Orientata a una critica nei confronti dell’AI al punto da paragonare i rischi dello sviluppo della nuova tecnologia a quelli di una guerra nucleare, ControlAI è una delle realtà più strutturate (ed economicamente rilevanti) tra quelle che si oppongono alla crescita dell’intelligenza artificiale generativa verso quella “superintelligenza” (ASI) che aprirebbe le porte all’apocalisse. L’associazione senza fini di lucro è guidata da Andrea Miotti, manager che vanta un curriculum strepitoso – dai master alla London school of economics and political science, passando per impieghi alle Nazioni unite – e spiccate capacità comunicative.
Molto attiva nel Regno Unito, ControlAI è orientata all’uso di tecniche di lobbying rivolte ai settori governativi e istituzionali e si muove su due binari. Il primo è quello della pressione popolare, veicolato attraverso il meccanismo – tipicamente anglosassone – del “messaggio al proprio rappresentante alla Camera”. Il secondo è l’occupazione degli spazi mediatici: nel corso dei suoi tre anni di attività, l’associazione è riuscita a comparire con continuità su Bbc, Guardian, Washington Times, Nbc e Times.
A dispetto del nome, ControlAI non propone la semplice introduzione di sistemi di controllo, ma una critica molto più radicale. Non è un caso che nel board dell’associazione compaiano anche Connor Leahy e Gabriel Alfour, fondatori della startup Conjecture. L’azienda (con sede a Londra) proponeva un approccio alternativo all’intelligenza artificiale che poggia le sue basi su una critica radicale alle logiche che fondano gli attuali large language model (llm) opponendogli un approccio basato sul concetto di “emulazione cognitiva”.
Secondo i fondatori di Conjecture, il percorso verso la creazione di un’intelligenza artificiale sicura e controllabile avrebbe richiesto una completa inversione di rotta, abbandonando la corsa alla creazione di llm sempre più grandi per concentrarsi piuttosto su un sistema che riproduca i reali meccanismi del pensiero umano, attraverso la “scomposizione dei compiti cognitivi in moduli elementari, costruzione di componenti specializzati e affidabili, la combinazione di questi componenti in workflow strutturati”. Un processo che, stando a quanto si legge sul sito, avrebbe richiesto almeno un decennio di lavoro. Nulla di fatto, però. Lo scorso marzo lo stesso Connor Leahy ha annunciato la chiusura del progetto.
Evitable, tra approccio accademico e mediatico
Evitable nasce nel 2025 ed è uno dei gruppi più strutturati del panorama anti-AI. Il fondatore è David Scott Krueger, professore associato al Mila di Montréal, centro di ricerca molto importante nel campo dell’intelligenza artificiale. Krueger arriva direttamente dal mondo della AI safety, cioè la ricerca sui rischi legati ai sistemi di intelligenza artificiale avanzati. Ha lavorato in ambienti collegati a DeepMind e collaborato con figure molto note della ricerca AI internazionale. Nel 2026 ha lasciato temporaneamente il lavoro accademico per dedicarsi completamente a Evitable.


























