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Come trovare l’arieggiatore elettrico per far respirare il tuo giardino

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Come trovare l'arieggiatore elettrico per far respirare il tuo giardino

(Ultimo aggiornamento: aprile 2026)

Non sarà in cima ai pensieri (o alla lista dei desideri) di chi deve effettuare la manutenzione del proprio giardino, ma l’arieggiatore elettrico è a tutti gli effetti uno strumento importante per garantire che uno spazio verde possa crescere e prosperare nel miglior modo possibile. Quello che all’apparenza potrebbe essere scambiato con un semplice tosaerba, è in realtà un apparecchio che svolge un compito ben preciso e specifico, ovvero rimuovere il feltro e il muschio che si accumulano tra terreno ed erba, favorendo il passaggio di aria, acqua e nutrienti verso le radici. Un’operazione fondamentale per mantenere un prato sano, più resistente alle malattie e capace di rigenerarsi con maggiore rapidità nel corso delle stagioni.

Perché arieggiare il prato

Arieggiare il prato significa rinfrescarlo e mantenerlo in salute, sfoltendolo e liberandolo dagli elementi che rischiano di comprometterne il benessere. Il principale bersaglio di questa attività è il feltro erboso, uno strato di materiale organico che si forma naturalmente sul prato ed è composto dai residui di foglie morte, radici e fili d’erba calpestati o spezzati da vento e piogge.

Mantenuto sotto controllo, il feltro contribuisce alla salute del prato, fornendo nutrienti e rallentando l’evaporazione dei liquidi lasciati da pioggia e irrigazione. Oltre il centimetro di spessore, però, l’equilibrio si rompe: il composto organico non viene più assorbito dal terreno e diventa un fitto tappeto che finisce per interferire con lo scambio gassoso tra il terreno stesso e l’atmosfera, ostacolare l’azione vitale dei raggi solari sui fili d’erba o addirittura impermeabilizzare il suolo a scapito del prato.

Come funziona un arieggiatore

L’arieggiatore è lo strumento più indicato per prevenire il problema. Si tratta di un attrezzo basato su uno o più rulli dotati di molle o lame poco affilate, che si innestano rispettivamente nel feltro oppure nel terreno, a bassissima profondità. L’azione delle molle o delle lame rompe il feltro, sollevandolo dal suolo e rendendolo facile da raccogliere con un rastrello, oppure convogliandone direttamente i residui in un sacco di raccolta.

I tipi di arieggiatore

Le tipologie di dispositivo in commercio sono diverse. Oltre al sistema di aggressione del terreno (i dispositivi con lame si chiamano più propriamente scarificatori e, oltre a rompere il feltro, praticano dei fori nel suolo), la distinzione principale è tra i prodotti manuali, adatti ai prati di piccole dimensioni, e quelli motorizzati. Tra questi, i più pratici da utilizzare sono senz’altro gli arieggiatori elettrici, alimentati a corrente o a batteria.

Vantaggi e svantaggi

Indicati per i prati di dimensioni medie e medio-grandi, gli arieggiatori elettrici muovono il rullo con l’aiuto di un motore alimentato tramite un allaccio alla rete domestica o a una batteria incorporata. La prima categoria ha il vantaggio di un’autonomia illimitata nel tempo ma confinata al raggio di azione del cavo di collegamento; la seconda è indipendente dall’allaccio, ma può essere utilizzata per una durata limitata dall’accumulatore a bordo.

Come trovare l’arieggiatore elettrico più adatto

Il primo criterio per la scelta dell’arieggiatore elettrico riguarda l’alimentazione: modello a batteria o alimentato a corrente alternata, in base a praticità d’uso e superficie da trattare. Altri aspetti fondamentali da valutare sono:

  • La potenza del motore, che influisce direttamente sull’efficacia dell’arieggiatore e sulla capacità di lavorare anche su prati compatti o molto infeltriti.
  • L’ampiezza di taglio, determinante per ridurre il numero di passate necessarie e velocizzare il trattamento dell’intera superficie del prato.
  • L’autonomia, nei modelli a batteria, che indica la superficie massima trattabile in un’unica sessione senza dover ricaricare.
  • La presenza e la capienza del sacco di raccolta, utile per raccogliere feltro e residui vegetali, evitando una successiva pulizia manuale del prato.
  • La possibilità di utilizzare rulli secondari per la scarificazione, che aggiungono versatilità e permettono una manutenzione più profonda del tappeto erboso.
  • I livelli di profondità di taglio regolabili, essenziali per adattare l’intervento allo stato del prato e alla stagione di utilizzo.

I migliori arieggiatori secondo Wired

Partendo dai modelli più semplici ed economici fino ad arrivare ai pesi massimi della categoria, la nostra ricerca dei migliori arieggiatori elettrici ci ha portato a individuare 10 modelli pensati per adattarsi a qualunque esigenza. Una di fianco all’altra abbiamo selezionato proposte alimentate a batteria oppure a corrente, pronte ad affrontare prati di differenti ampiezze e ad accompagnare l’arieggiatura con la scarificatura.

In aggiunta, per chi volesse curare il proprio giardino senza fare troppa fatica in vista della bella stagione, abbiamo preparato una gallery con i migliori accessori, a cui si affiancano approfondimenti dedicati ai migliori decespugliatori a batteria, ai robot tagliaerba che fanno tutto da soli e ai gadget smart. A completare il tutto, ci sono i libri di giardinaggio e i manuali del fai-da-te per accompagnare la pratica con un po’ di sana teoria e, per chi punta invece al massimo del relax, le migliori amache, le migliori poltrone sospese e i migliori mobili da giardino.


Stop ai rincari in bolletta: con ENGIE blocchi il prezzo di luce e gas per un anno

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Stop ai rincari in bolletta: con ENGIE blocchi il prezzo di luce e gas per un anno

Stop ai rincari in bolletta: con ENGIE blocchi il prezzo di luce e gas per un anno

Il rischio rincari in bolletta si fa sempre più concreto: è il momento di correre ai ripari, con una tariffa che blocca il prezzo di luce e gas per 12 mesi. È quello che fa ENGIE, fornitore di energia verde che propone la sua tariffa “Energia PuntoFisso 12 mesi” fino al 15 aprile, che ti protegge dalle variazioni dei prezzi di mercato. Ecco come funziona e come risparmiare sulla tua prossima bolletta.

Risparmia sulla tua prossima bolletta con Engie

Con ENGIE, per un intero anno paghi lo stesso prezzo al kWh o Smc: la tua tariffa resta la stessa anche se il mercato cambia. Fino al 15 aprile, optando per la tariffa monoraria in promozione, il prezzo della luce è di 0,1253 €/kWh, più corrispettivo annuo di 84 euro; per il gas, invece, si parla di 0,55 €/Smc, più corrispettivo annuo di 96 euro.

Nonostante non siano inclusi i costi indipendenti da ENGIE (come dispacciamento, tariffa per l’uso della rete e oneri generali di sistema), si tratta comunque di una tariffa molto conveniente, considerando anche i rincari legati alle recenti tensioni internazionali.

Con ENGIE, inoltre, puoi pagare con addebito diretto su conto corrente con bolletta online, ricevere supporto per ogni esigenza attraverso il servizio clienti e monitorare in ogni momento quanto consumi di luce e gas (storico fino a due anni). Con l’app puoi anche gestire ogni aspetto del tuo contratto e controllare le bollette. Inoltre, l’energia elettrica fornita proviene al 100% da fonti rinnovabili.

Puoi sottoscrivere la tua nuova fornitura luce e gas con ENGIE direttamente online: simula la tua bolletta, se necessario, poi configura online, fornisci i tuoi dati e conferma la richiesta. Ci penserà ENGIE ad avvisare il tuo attuale gestore e ad occuparsi del passaggio, senza interruzioni di energia. La tariffa a prezzo bloccato è disponibile fino al 15 aprile.

Questo articolo contiene link di affiliazione: acquisti o ordini effettuati tramite tali link permetteranno al nostro sito di ricevere una commissione nel rispetto del codice etico. Le offerte potrebbero subire variazioni di prezzo dopo la pubblicazione.

Find X9s Pro è vicino: Oppo conferma design, colori e tagli di memoria

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Find X9s Pro è vicino: Oppo conferma design, colori e tagli di memoria

Il 21 aprile, sotto i riflettori, oltre a Oppo Find X9 Ultra ci sarà anche Find X9s Pro. Che sarebbe andata così ce lo aspettavamo: dopotutto negli ultimi giorni i leak su Find X9s Pro non sono certo mancati. Ma l’ufficialità ancora non c’era: ecco, ora Oppo ha rotto gli indugi e confermato che tra una decina di giorni saranno due i nuovi smartphone che presenterà in Cina.

L’azienda ne ha approfittato per aprire già i preordini in patria: confermando così il design già trapelato, e svelando tutte le colorazioni e le configurazioni di memoria del dispositivo. Le varianti cromatiche sono quattro: una grigio-nera, una arancione-rosa, una violetta e una turchese.

Per quanto riguarda i diversi tagli di memoria, le opzioni spaziano da un minimo di 12 GB di RAM con 256 GB di storage fino a 16 GB di RAM e 1 TB di storage. Nonostante i preordini siano già attivi in Cina, i prezzi però non sono ancora stati comunicati da Oppo: ma è chiaro che ci troviamo di fronte ad un dispositivo di fascia alta.


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Le 10 telecamere da interno da scegliere nel 2026 per tenere d’occhio casa e ufficio

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Le 10 telecamere da interno da scegliere nel 2026 per tenere d'occhio casa e ufficio

(Ultimo aggiornamento: aprile 2026)

Le telecamere da interno sono dispositivi compatti, facili da installare e configurare, possono essere gestite direttamente da smartphone, pc o smart tv, e rappresentano una soluzione perfetta per chi è spesso fuori casa e vuole controllare gli ambienti domestici o professionali in modo continuo. Progettate per sorvegliare la casa, i piccoli uffici o le attività commerciali, consentono l’installazione in appoggio, a parete o fissate al soffitto. Durante il loro funzionamento monitorano gli ambienti in tempo reale, rilevano movimenti e inviano notifiche direttamente sullo schermo dello smartphone. A seconda dei modelli, i filmati possono venire conservati su una scheda di memoria o direttamente sul cloud così da consentire l’accesso alle registrazioni dovunque sia presente una connessione a internet. Nella scelta dei modelli presenti in questa gallery abbiamo selezionato le migliori telecamere da interno presenti sul mercato per consentirvi di individuare il modello più adatto alle varie esigenze.

Come scegliere una telecamera da interno

Il mercato delle telecamere da interno propone una gamma di scelte sufficientemente ampia, con soluzioni che si adattano a differenti esigenze. Prima di effettuare un acquisto, è consigliabile valutare alcuni aspetti per comprendere quale sia il modello migliore.

  • Posizione: trovare il punto perfetto in una stanza è fondamentale per fare in modo che la telecamera svolga in maniera efficace il compito per cui è stata progettata. A seconda delle proprie necessità è possibile optare per modelli posizionabili su una mensola, a terra oppure che possono essere fissati al soffitto o a parete. Inoltre, chi vuole avere modo di monitorare un’area più ampia può optare per le soluzioni motorizzate, che consentono di muovere l’obiettivo sia sull’asse verticale che su quello orizzontale e di gestire di conseguenza l’inquadratura. Per i modelli con alimentazione a energia elettrica, è ovviamente necessaria la presenza di una presa di corrente nelle vicinanze, mentre quelli a batteria richiedono ricariche costanti e possono presentare qualche limite per quanto riguarda l’autonomia. In generale, per tutte le soluzioni che utilizzano una connessione wifi, è indispensabile verificare la bontà e la stabilità della rete nel punto della casa prescelto per la telecamera.
  • Caratteristiche tecniche: considerando che, nella maggior parte dei casi, le telecamere da interno non devono coprire un’area particolarmente ampia, una risoluzione full hd può essere considerata tutto sommato sufficiente. Chi vuole però godere di immagini più chiare e nitide può optare per numerose soluzioni alternative, con modelli che spaziano dal 2k fino al 4k. Fondamentale è invece la presenza di una modalità notturna efficace, che consenta di controllare tranquillamente un locale a luci spente. Importante inoltre verificare la bontà delle applicazioni per smartphone demandate alla visione e al controllo: disporre di opzioni che consentono di selezionare rapidamente aree specifiche di rilevamento, di gestire i video e di attivare eventuali sistemi di allarme può infatti rendere l’utilizzo della telecamera più agevole e immediato. Parlando di comodità, anche la compatibilità con assistenti vocali è un ulteriori plus che caratterizza alcuni modelli, mentre praticamente qualunque telecamera è dotata di un sistema audio bidirezionale composto da un microfono e da un altoparlante.
  • Archiviazione: oltre a permettere di vedere in presa diretta cosa sta succedendo nel proprio appartamento, le telecamere da interno possono essere utilizzate anche per la registrazione di video. Optare per un modello che contempla più opzioni per l’archiviazione dei filmati amplia le possibilità di scelta e offre maggiori garanzie in caso di problemi di natura tecnica. Di base la maggior parte dei modelli unisce un’opzione “in locale”, che consiste nell’utilizzo di una scheda micro sd, a una online, con servizi di cloud (solitamente a pagamento) forniti dalle case produttrici.

Telecamera da interno o da esterno?

Le telecamere da interno e quelle da esterno sono caratterizzate da alcune differenze strutturali e tecniche. La prima, la più evidente, è relativa ai materiali con cui sono costruite. Gli obiettivi dei modelli da esterno sono avvolti in gusci progettati per proteggerli e garantire il funzionamento anche in caso di condizioni meteorologiche avverse. La certificazione ip, elemento indispensabile per ogni soluzione da esterno, non è invece importante per chi è alla ricerca di un telecamera da interno, che ovviamente non sarà soggetta a rischi derivanti dagli agenti atmosferici. Trovandosi a fronteggiare un’area decisamente più ampia rispetto al semplice locale di un appartamento, i modelli da esterno sono stati progettati per agire in grande, e dispongono di sistemi di illuminazione più potenti e di dissuasori sonori che sprigionano un maggior numero di decibel rispetto alle controparti domestiche.

La nostra selezione

La nostra selezione di telecamere da interno include sia modelli fissi, i più semplici e immediati da installare, sia soluzioni motorizzate capaci di muovere l’obiettivo sugli assi orizzontale e verticale così da coprire tutta l’area dell’ambiente a 360 gradi. Sono dispositivi progettati per venire inseriti facilmente in una casa o in un ufficio, compatibili con gli ecosistemi di domotica più diffusi e sono perfetti per diversi scenari. Queste telecamere da interno supportano varie modalità di salvataggio dei filmati, da schede di memoria fino ad arrivare a vari servizi online, che offrono accesso alle registrazioni anche in modalità remota. La gestione di questi sistemi avviene grazie ad applicazioni dedicate per smartphone, tablet o pc che dispongono di interfacce semplici e intuitive. Queste permettono il controllo in tempo reale delle videocamere e consentono la ricezione di notifiche su vari dispositivi. Nella realizzazione di questa gallery ci siamo concentrati su modelli facili da usare e caratterizzati da un buon rapporto qualità/prezzo e capaci di garantire prestazioni affidabili.

Chi volesse estendere il proprio sistema di sicurezza anche all’esterno o inserire altri dispositivi, può dare un occhio anche alle guide dedicate alle telecamere da esterno, ai videocitofoni e alle serrature smart.


Curiosi di scoprire il nuovo Galaxy Z Flip 8? Prime immagini leak

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Curiosi di scoprire il nuovo Galaxy Z Flip 8? Prime immagini leak

Curiosi di scoprire il nuovo Galaxy Z Flip 8? Prime immagini leak

Galaxy Z Flip 8 non sembra voler cambiare le carte in tavola più di tanto, almeno da quello che si è visto finora. Le immagini trapelate parlano chiaro: esteticamente è quasi identico al modello precedente, e bisogna davvero mettersi lì a guardare con attenzione per trovare qualche differenza.

A quanto pare, l’unica modifica evidente riguarda lo spessore. Samsung Galaxy Z Flip 8, una volta chiuso, dovrebbe essere leggermente più sottile, ma parliamo di mezzo millimetro e quindi nulla che stravolga davvero la sensazione in mano. Per il resto, dimensioni e proporzioni restano praticamente le stesse, sia da aperto che da chiuso.

Anche gli schermi non cambiano. Dentro rimane un display da 6,9 pollici, mentre fuori si conferma quello da 4,1 pollici. Insomma, chi ha già visto o usato il modello precedente non si troverà davanti a qualcosa di completamente nuovo con questo Galaxy Z Flip 8. Stesso discorso per il retro, dove resta la doppia fotocamera senza particolari variazioni nel design.

Questo non significa però che non ci siano novità. Sotto la scocca qualcosa si muove. Si parla dell’introduzione di un nuovo processore Snapdragon, lo stesso che dovrebbe essere utilizzato anche nella serie Galaxy S26, quindi un passo avanti in termini di prestazioni. Anche la batteria potrebbe crescere leggermente rispetto ai 4.300 mAh visti prima, anche se non si parla di cambiamenti enormi.

Un altro dettaglio riguarda la piega dello schermo interno, che dovrebbe risultare un po’ meno evidente. Non è una trasformazione radicale, ma è uno di quei piccoli miglioramenti che si notano nell’uso quotidiano.

In generale, il Galaxy Z Flip 8 sembra più un naturale miglioramento piuttosto che un punto di rottura col passato. E forse è proprio questa l’idea: mantenere ciò che funziona e sistemare qualche dettaglio. Anche perché, nello stesso periodo, Samsung sembra voler spingere di più su altri modelli pieghevoli, lasciando al Galaxy Z Flip 8 un ruolo meno centrale.

Recensione Galaxy A57: il medio gamma di Samsung che diventa più sottile e leggero | VIDEO

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Recensione Galaxy A57: il medio gamma di Samsung che diventa più sottile e leggero | VIDEO

Dopo averlo toccato con mano per qualche ora all'anteprima ufficiale, eccoci con la recensione di Samsung Galaxy A57.

Cosa cambia rispetto al modello precedente? In primis l'estetica: ora abbiamo uno smartphone più sottile, rifinito e soprattutto più leggero, con un peso inferiore ai 180 grammi.

Cambia anche il display, con il ritorno alla sigla Super AMOLED Plus. In passato, parliamo di oltre 10 anni fa, indicava pannelli con matrice RGB e non Pentile.

(aggiornamento del 10 April 2026, ore 23:08)

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Vertuo Up, la macchina da caffè che trasforma il rito domestico in laboratorio di sperimentazione

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Vertuo Up, la macchina da caffè che trasforma il rito domestico in laboratorio di sperimentazione

Il rito domestico come nuovo laboratorio

Il vero cambiamento non avviene nei bar, ma in casa. Sempre secondo la ricerca, l’80% dei giovani identifica lo spazio domestico come il luogo in cui sentirsi libero di sperimentare, mentre il 78% vede i rituali evolvere senza perdere identità. È tra le pareti domestiche che il caffè si espande: entra in cucina (54%), diventa freddo (50%), si aromatizza (49%). Per la Gen Z (48%) cresce anche la componente visiva ed estetica: latte art, presentazione, condivisione. Le piattaforme digitali, da TikTok in poi, amplificano ovviamente questa tendenza. Il caffè non è più solo consumo, ma contenuto. Si prepara per essere replicato, raccontato, mostrato. “What else?” che rimane il segno distintivo del brand, si trasforma, evolve in “Cos’altro puoi vivere con il tuo caffè oggi?”. È in questo contesto che una macchina come Vertuo Up trova un nuovo senso: non standardizza, ma abilita.

Vertuo Up

Per i giovani, lo spazio domestico è il luogo in cui sentirsi liberi di sperimentare e diventare coffee explorer

Foto: Nespresso

A Milano, la Vertuo Immersive Experience

Vertuo Up

Dua Lipa protagonista della nuova campagna globale

Foto: Gabriele Nava

Ai Bagni Misteriosi di Milano si assiste alla traduzione fisica di questo scenario. Cinque ambienti, cinque modi di vivere il caffè. Dalla tradizione italiana – evocata attraverso paesaggi ispirati al lago di Como – a dimensioni più astratte: nuvole, skyline urbani, giungle, spazi acquatici. Ogni stanza è un momento, ogni momento un formato. Il percorso non spiega: fa provare. Il caffè diventa esperienza sensoriale, non solo gusto.

L’evento anticipa anche la campagna globale Vertuo World, che sarà svelata il 14 aprile con Dua Lipa e George Clooney. Ma più che i volti, conta il messaggio: il caffè non è più un codice unico, è un sistema aperto. In questo passaggio, la figura del consumatore cambia nome e funzione. Non più solo abitudinario, ma esploratore. Parte dall’espresso, ma non si ferma lì. Cambia formato, temperatura, contesto. Vertuo Up non crea questo movimento, ma lo rende praticabile. E forse è proprio questo il punto: il futuro del caffè non è una nuova ricetta, ma la possibilità di averne infinite. Solo per coffee explorer.

Il supporto a AirDrop arriva su questi 10 smartphone Samsung Galaxy

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Il supporto a AirDrop arriva su questi 10 smartphone Samsung Galaxy

Il supporto a AirDrop arriva su questi 10 smartphone Samsung Galaxy

Nuovi smartphone Samsung ricevono supporto a AirDrop, ma a una condizione: sarà necessario, per questi dispositivi, installare un aggiornamento software specifico.

Obbligatorio l’aggiornamento a One UI 8.5 beta

La compatibilità con AirDrop attraverso Quick Share è stata introdotta inizialmente sui dispositivi Google Pixel lo scorso anno, per poi arrivare più di recente sulla serie Samsung Galaxy S26. Ora l’azienda sudcoreana ha confermato che la funzione arriverà anche su alcuni smartphone meno recenti: dieci modelli Galaxy, già a partire da questa settimana.

Si tratta, nello specifico, di:

  • Galaxy S25, S25+ e S25 Ultra
  • Galaxy Z Fold 7
  • Galaxy Z Flip 5
  • Galaxy S24, S24+ e S24 Ultra
  • Galaxy Z Fold 6
  • Galaxy Z Flip 6

Per la maggior parte, si tratta di flagship piuttosto recenti, tutti lanciati tra il 2024 e il 2025. Non è ancora chiaro se i modelli FE riceveranno la funzionalità AirDrop, poiché Samsung non ha fornito conferme ufficiali per questi dispositivi.

L’attivazione richiede però un passaggio fondamentale: l’installazione della beta One UI 8.5. Questo aggiornamento è già disponibile tramite il programma beta accessibile dall’app Samsung Members, ma comporta i rischi tipici delle versioni non definitive, come bug, incompatibilità con alcune app e possibili problemi di stabilità.

Per gli utenti interessati a utilizzare subito la funzione, l’installazione della beta rappresenta attualmente l’unico modo per accedere alla nuova esperienza. Tuttavia, è consigliabile valutare i rischi legati alla stabilità del sistema prima di procedere, soprattutto per chi utilizza lo smartphone come strumento di lavoro.

Recensione Samsung Galaxy S26+, ha ancora senso nella lineup?

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Recensione Samsung Galaxy S26+, ha ancora senso nella lineup?

Nelle scorse settimane ho utilizzato per diversi giorni il nuovo Galaxy S26+ negli scenari più comuni, quelli che potrei definire “da utilizzo quotidiano standard” e con più passavano i giorni con più sono convinto della sensazione che ho avuto sin dall’inizio: siamo davanti a un top di gamma molto solido, rifinito bene, tecnicamente completo e privo di veri difetti macroscopici, ma allo stesso tempo questo è anche un prodotto che evolve poco rispetto alla generazione precedente e che si colloca in una fascia di mercato oggi più complicata che mai.

Ma non solo, perché in realtà lui la concorrenza più grande ce l’ha in casa. Da un lato S26 Ultra, su cui Samsung continua a puntare come suo vero flagship con tutte le innovazioni del caso. Dall’altro un S26 “base” che, pur crescendo leggermente di dimensioni, ha il pregio di essere il più compatto dei tre, caratteristica che lo rende sicuramente un minimo più interessante. Pur essendo uno smartphone che va benissimo nell’uso di tutti i giorni, quindi, questo S26+ rischia di essere quello per cui viene molto complicato rispondere alla fatidica domanda: ha ancora senso in questa lineup? Cerchiamo allora di venirne a una insieme in questa recensione.

INDICE

(aggiornamento del 09 April 2026, ore 21:48)

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Alla Milano Design Week il futuro del design si gioca tra AI, talento e nuove competenze

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Alla Milano Design Week il futuro del design si gioca tra AI, talento e nuove competenze

Dal 20 al 26 aprile 2026, a Milano, in occasione del Salone internazionale del Mobile, torna anche la Design Week, un momento privilegiato di espressione per l’industria e gli addetti ai lavori. Come annunciato dal Comune di Milano, l’edizione 2026 “segna un nuovo record: sono previste più di 267 iniziative negli spazi pubblici, nei punti vendita e negli showroom delle storiche zone del design, nei palazzi storici, nei musei, nei teatri e negli spazi ex industriali, anche nei quartieri più lontani dal centro”.

Un settore in trasformazione

L’evento ha un respiro sempre più globale e come tale rimanda – ben oltre il comparto italiano che pure ha un grosso peso specifico – a discussioni più larghe sulla trasformazione della design industry in virtù dei nuovi scenari tecnologici e delle nuove competenze che devono essere trasversali proprio al fine di trovare la sintesi possibile tra diverse istanze. La convergenza tra design e tecnologia, come sottolineano alcune analisi, dimostra sempre più il bisogno di un “apprendimento integrato”, quindi della necessità di affiancare competenze in materia di intelligenza artificiale, analisi dei dati e tecnologie emergenti alle discipline creative principali, al fine di consentire anche “una collaborazione più stretta con i team IT e di ingegneria”.

Un’eccessiva enfasi solo sulle competenze tecniche, infatti, rischia di lasciare in secondo piano l’importanza dell’approccio umano, che è fondamentale in una fase in cui i designer possono posizionarsi come partner indispensabili di molti processi di trasformazione dove contano sostenibilità, inclusività ed esperienza dell’utente (esemplare in questa logica il contributo che può venire dalla design innovation).

Contesti come quelli della Design Week, dunque, sono perfetti per capire anche come l’industria stia reagendo e ottenendo risposte a questi nuovi bisogni, posto che l’incontro con i nuovi talenti spesso avviene ben prima della conclusione formale dei percorsi di formazione. Installazioni, progetti e collaborazioni sono espressione di questa sinergia, che le grandi realtà della formazione, con un approccio industry-oriented, colgono e rivendicano a dimostrazione della capacità di riuscire a incidere anche trasformando il proprio modello accademico.

Tra reputazione e employability

Il tema è molto sentito, per restare nell’ambito milanese, in casa Marangoni, realtà formativa che arriva alla Milano Design Week di quest’anno con il buon vento dell’entrata nella Top 50 delle istituzioni mondiali nella categoria Arte e Design, nell’ambito della QS World University Ranking by Subject 2026. Il posizionamento attuale è al 45esimo posto, mentre in precedenza figurava nella top 100 globale.

Come indicato dallo stesso Istituto Marangoni, nato a Milano nel 1935 oggi conta circa 5mila studenti l’anno, provenienti da 108 differenti nazioni nelle sue diverse sedi comprese quelle estere, particolarmente rilevante, ai fini della nuova classificazione, “è l’incremento dell’Employer (Industry) Reputation Indicator, che passa da 51.4 a 71.4, uno dei miglioramenti più significativi”, dato che conferma la forte connessione di Istituto Marangoni con l’industria creativa e la capacità dell’istituto di formare professionisti altamente qualificati, pronti a inserirsi con successo nel mondo del lavoro”.