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Le migliori chiavette usb del 2026 per lavoro, studio e tempo libero

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Le migliori chiavette usb del 2026 per lavoro, studio e tempo libero

(Ultimo aggiornamento: giugno 2026)

Le chiavette usb sono da sempre uno degli strumenti più pratici per archiviare e trasportare dati. Compatte, leggere e facili da usare, consentono di trasportare con sé documenti, fotografie, video, musica e backup personali a prescindere da una connessione internet o da un servizio cloud. Nello zaino o sulla scrivania queste memorie continuano ad evolvere in velocità e praticità, con alcuni modelli capaci di velocità paragonabili a quelle di alcuni ssd esterni, per trasferire file di grandi dimensioni in pochi secondi. Con la diffusione dei connettori usb-c e delle soluzioni dual usb-a/usb-c, poi, condividere una singola chiavetta con computer, tablet e smartphone è ancora più semplice. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la sicurezza.

Oltre ai modelli tradizionali troviamo sempre più chiavette usb progettate specificamente per proteggere i dati con sistemi di crittografia hardware, password o tastierini integrati, soluzioni particolarmente apprezzate in ambito professionale. In questa selezione abbiamo selezionato 10 chiavette usb capaci di coprire necessità operative molto diverse tra loro, dai modelli più veloci per il trasferimento di grandi quantità di dati alle soluzioni compatte da tenere sempre collegate al notebook, fino alle proposte dedicate a chi mette la protezione delle informazioni al primo posto.

Come scegliere una chiavetta usb

Ci sono diversi fattori da considerare nella scelta di una chiavetta usb, che dipendono molto anche dall’utilizzo che se ne farà. Di base, oltre al prezzo da tenere sempre in conto, sono due gli aspetti da valutare: capacità e velocità di lettura. A seguire, vengono altri dettagli come il tipo di connettore, le dimensioni e la forma, per pura estetica.

  • Per quel che riguarda la tipologia del connettore, attualmente le classiche usb-a o full size, ossia quel tipo di attacco che nessuno riesce mai a inserire al primo colpo, sono ancora molto diffuse, anche se stanno aumentando sempre più quelle con il connettore usb-c.
  • La capacità delle chiavette usb è molto variabile. Sono ormai quasi scomparse e di poca utilità quelle con pochi gigabyte a disposizione, e solitamente si punta a un minimo di 16 per poi salire fino a tagli molto più grossi che arrivano a 128, 256 GB e anche a 1 TB, con costi ovviamente più alti. Ormai dunque alcune chiavette possono sostituire alcuni hard disk esterni per quanto riguarda la capacità. Naturalmente questa scelta dipende da quanto spazio si ha bisogno per le proprie necessità di lavoro o quotidiane, per cui non sempre i tagli elevati saranno la miglior soluzione per tutti.
  • La velocità di lettura, invece, indica la velocità con cui la chiavetta è in grado di trasferire i dati dal dispositivo in cui sono salvati alla chiavetta stessa. Solitamente le più usate oggi sono le usb 3.0 che garantiscono una velocità di trasferimento di 5 GB/s, ma sono ancora presenti le 2.0 e le successive 3.1. Anche questa caratteristica dipende dalle proprie necessità: se si devono trasferire file di grandi dimensioni frequentemente, una chiavetta con una velocità di lettura più elevata potrebbe essere la scelta giusta.

La nostra selezione

Il mercato delle chiavette usb offre, oggi, soluzioni perfette per qualunque esigenza, spaziando da modelli più semplici ed economici, pensati per il semplice trasporto di documenti, fino ad arrivare a memorie ad alte prestazioni con protezione fisica dei dati. Per questa ragione abbiamo selezionato i dieci prodotti più interessanti del momento, privilegiando varietà, affidabilità e caratteristiche distintive. In questa gallery troverete chiavette usb compatte, da lasciare sempre collegate al notebook, modelli con doppio connettore usb-a e usb-c creati per lavorare sia con il computer sia con lo smartphone senza adattatori, soluzioni pensate per gestire grandi quantità di dati e altri modelli pensati per proteggere i vostri dati più importanti. Non mancano poi prodotti per chi necessita della massima robustezza costruttiva o di uno spazio virtuale estremamente portatile.

Windows Ready Print per gestire le stampanti senza fare i conti con i driver

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Windows Ready Print per gestire le stampanti senza fare i conti con i driver

La gestione delle stampanti su PC è sempre stata una questione complessa, fatta di driver spesso non aggiornati, utility superflue installate a forza, nei casi peggiori da conflitti hardware e incompatibilità. Microsoft ha intenzione di risolvere il problema su W11 con una novità chiamata Windows Ready Print, un approccio inedito, che rappresenta un'evoluzione della Modern Print Platform già introdotta negli anni scorsi.

COS’È E COME FUNZIONA WINDOWS READY PRINT

La volontà è chiara: offrire un'esperienza di stampa ancora più semplificata e affidabile, uniforme e coerente in termini di interfaccia, in ambito consumer così come per gli amministratori IT che si trovano a dover fare i conti con più periferiche. Come raggiungere l'obiettivo? Passando da un metodo che storicamente ha fatto leva soprattutto sui driver di terze parti a uno che invece si affida a standard e protocolli moderni come nel caso di IPP (Internet Printing Protocol), eSCL per le funzionalità di scansione e Universal Print.

A partire dal mese di luglio, le nuove stampanti installate saranno gestite direttamente con Windows Ready Print sui sistemi compatibili, a meno che l'utente non decida di fare diversamente specificandolo tra le impostazioni di W11, selezionando la voce Bluetooth e dispositivi, poi Stampanti e scanner, infine Preferenze stampante. Microsoft è consapevole che non tutti sono pronti alla transizione e prevede questa possibilità.


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Logitech ha creato un mouse che si piega: entra in tasca e promette di rivoluzionare il lavoro in mobilità

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Logitech ha creato un mouse che si piega: entra in tasca e promette di rivoluzionare il lavoro in mobilità

Logitech ha creato un mouse che si piega: entra in tasca e promette di rivoluzionare il lavoro in mobilità

Chi lavora spesso fuori casa lo sa bene: portarsi dietro un mouse è comodo, ma raramente è pratico. Finisce per occupare spazio nello zaino, si dimentica sulla scrivania oppure viene sacrificato per viaggiare più leggeri. Il risultato? Ore passate a utilizzare il trackpad del portatile, spesso con meno precisione e maggiore affaticamento.

È proprio da questo problema quotidiano che nasce Mobi Fold, il nuovo mouse pieghevole appena annunciato da Logitech. Un dispositivo pensato per chi lavora ovunque: in aeroporto, al bar, in treno o nella hall di un hotel.

La sua particolarità è evidente già dal primo sguardo: si piega su se stesso. Da chiuso occupa pochissimo spazio e può essere infilato facilmente in una tasca o in una borsa. Quando serve, basta aprirlo con un semplice gesto per trasformarlo in un mouse ergonomico pronto all’uso.

Il mouse che vuole convincere chi usa solo il trackpad

Dietro il lancio di Mobi Fold c’è un dato interessante. Secondo una ricerca Logitech, il 72% dei professionisti possiede un mouse, ma soltanto il 26% lo utilizza quando lavora in luoghi pubblici. Non perché non sia utile. Anzi.

Il problema è che molti mouse tradizionali sono scomodi da trasportare e finiscono per restare a casa o in ufficio. Così milioni di persone continuano ad affidarsi esclusivamente al trackpad del notebook.

Logitech ritiene che questo abbia un impatto diretto sulla produttività e sul comfort. Per questo motivo ha progettato un dispositivo che punta a eliminare il compromesso tra portabilità ed ergonomia.

Secondo l’azienda, l’utilizzo di Mobi Fold può ridurre fino al 22% l’affaticamento muscolare rispetto all’uso del trackpad di un laptop.

Piccolo nelle dimensioni, ricco di funzioni

High_Resolution_PNG-Mobi Fold Lilac Combo Shadow

Nonostante il design ultra compatto, il nuovo mouse non rinuncia alle caratteristiche tipiche dei modelli più avanzati.

Integra la tecnologia Adaptive Touch Scrolling, che adatta automaticamente la velocità di scorrimento a seconda del contenuto visualizzato, e dispone di due pulsanti personalizzabili attraverso il software Logi Options+.

L’esperienza è stata progettata per essere immediata: il mouse si accende automaticamente quando viene aperto e si spegne da solo una volta richiuso.

Una soluzione semplice ma intelligente, che contribuisce anche a preservare la batteria.

Fino a tre dispositivi collegati contemporaneamente

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la versatilità. Mobi Fold può essere collegato contemporaneamente a tre dispositivi e consente di passare rapidamente da uno all’altro. Computer, tablet e smartphone possono quindi condividere lo stesso mouse senza dover effettuare nuove associazioni.

La compatibilità include Windows, macOS, ChromeOS, Android, iPadOS e Linux, rendendolo una soluzione adatta praticamente a qualsiasi ecosistema.

Un minuto di ricarica per quasi un giorno di lavoro

Logitech promette numeri interessanti anche sul fronte dell’autonomia. Basta un minuto di ricarica per ottenere fino a 22 ore di utilizzo, mentre una carica completa può arrivare fino a 30 giorni.

Il dispositivo è stato inoltre progettato per accompagnare chi è spesso in viaggio: resiste alla polvere, è stato sottoposto a test di caduta e utilizza una cerniera interna che l’azienda dichiara progettata per durare fino a 15 anni.

Prezzo e disponibilità

Mobi Fold arriverà sul mercato nelle colorazioni Grafite, Lilla e Off White al prezzo di 79,99 euro. La versione Mobi Fold for Business, dedicata alle aziende, costerà invece 84,99 euro e includerà il ricevitore Logi Bolt USB-C per connessioni wireless più sicure.

In un periodo in cui il lavoro ibrido è diventato la norma per milioni di persone, Logitech prova a risolvere un problema tanto semplice quanto diffuso: avere sempre a disposizione un vero mouse senza dover sacrificare spazio nello zaino.

L’inizio dei Mondiali di calcio 2026 sarà la scintilla per innescare nuove epidemie?

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L'inizio dei Mondiali di calcio 2026 sarà la scintilla per innescare nuove epidemie?

I mondiali di calcio stanno per cominciare. Oggi, infatti, prenderà il via la Coppa del Mondo Fifa 2026, evento sportivo che quest’anno, per la prima volta, sarà organizzato congiuntamente da tre Paesi, Canada, Messico e Stati Uniti e vedrà la partecipazione di 48 squadre, anziché 32 come nelle edizioni precedenti. Al di là dello sport e dello spettacolo, la competizione ha attirato anche l’attenzione della comunità scientifica, interessata a valutarne le possibili implicazioni per la salute pubblica. In particolare, un team di ricerca guidato da Alessandro Vespignani della Northeastern University ha analizzato il potenziale rischio di introduzione e diffusione di agenti patogeni, associato all’arrivo di oltre un milione di tifosi provenienti da ogni parte del mondo. La risposta? È improbabile che la maggior parte delle malattie infettive causi problemi durante i mondiali di calcio. I dettagli in uno studio, non ancora sottoposto a peer review, su medRxiv.

Mondiali di calcio e malattie

Sappiamo ormai bene che i tornei sportivi, così come i concerti o altri grandi eventi pubblici, possono aumentare il rischio di epidemie. Tuttavia, gli agenti che possono diffondersi, così come la natura degli eventi, sono diversi di caso in caso. Per i mondiali di calcio 2026, i ricercatori del nuovo studio hanno valutato quali malattie potessero rappresentare un rischio reale per gli Stati Uniti (non hanno preso in considerazione Canada e Messico, che ospitano ciascuno 13 delle 104 partite). Come racconta Science, calcolando che molte delle centinaia di migliaia di tifosi attesi andranno semplicemente a sostituire persone che altrimenti si sarebbero recate negli Stati Uniti, i ricercatori hanno stimato un aumento dei visitatori di solo il 20% circa nelle prossime 2 settimane. Utilizzando poi i dati sulla diffusione di 77 agenti patogeni in tutto il mondo, hanno calcolato quante ulteriori “importazioni” di queste malattie avrebbero potuto causare i tifosi di calcio e simulato poi lo sviluppo di un’eventuale introduzione di ogni agente patogeno.

Il rischio di importazione e diffusione

Dalle successive analisi è emerso che per ben 63 malattie, come per esempio colera, difterite, peste, sifilide, hiv, e altre patologie gastrointestinali, il rischio complessivo è risultato trascurabile, sia perché la probabilità di importazione è molto bassa, sia perché è improbabile che gli agenti patogeni si diffondano facilmente durante i mondiali di calcio. Per i ricercatori, tuttavia, i restanti 14 agenti patogeni meritano di essere tenuti maggiormente sotto osservazione. Tra questi, come riporta Science, figurano diverse malattie trasmesse dalle zanzare, come malaria, dengue e chikungunya, i virus respiratori stagionali in altre parti del mondo, come l’influenza e il Covid-19, epatite B, tubercolosi, norovirus e morbillo. L’elenco, inoltre, comprende alcuni patogeni rari, tra cui il virus della febbre di Lassa, e, infine, il virus Andes, l’agente patogeno che ha causato la recente epidemia a bordo della nave da crociera MV Hondius e la “malattia X“, termine utilizzato per indicare un nuovo patogeno respiratorio ancora sconosciuto ma potenzialmente in grado di provocare una futura epidemia o pandemia.

Nessun allarme

“Il rischio aumentato derivante dalla Coppa del Mondo è prossimo allo zero per 63 dei 77 agenti patogeni valutati”, si legge nello studio. Potrebbero, tuttavia, esserci casi aggiuntivi per alcune malattie, tra cui influenza, tubercolosi e malaria, ma, sottolineano gli autori, considerando i milioni di viaggiatori che già arrivano negli Stati Uniti ogni anno, i mondiali di calcio non rappresentano un rischio maggiore di diffusione di malattie. “Sebbene siano possibili focolai di malattie infettive durante i Mondiali di calcio Fifa del 2026, in un mondo già altamente interconnesso in cui i grandi assembramenti sono frequenti, il rischio elevato derivante dal torneo non è così estremo come potrebbe sembrare a prima vista”, hanno concluso.

Microsoft Office 2019 disabilitato sui Mac dal 13 luglio: perché e cosa fare

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Microsoft Office 2019 disabilitato sui Mac dal 13 luglio: perché e cosa fare

Microsoft ha annunciato che a partire dal 13 luglio gli utenti macOS non potranno più modificare, salvare o creare nuovi file con le app di Office 2019. La società di Redmond non rinnoverà il certificato che convalida le licenze della suite, dunque per continuare ad accedere a tutte le funzionalità sarà necessario acquistare Office 2024 o un abbonamento Microsoft 365.

Eppure inizialmente era stato promesso altro: "tutte le tue app Office 2019 continueranno a funzionare", si leggeva nel messaggio in cui si annunciava la fine del supporto nel 2023. Ora invece viene indicato solamente che tutte le app Office 2019 non perderanno alcun dato. In sostanza, molte delle funzionalità saranno disabilitate.

Le novità riguardano anche Office 2021: dal 13 luglio 2026 entrambe le versioni – 2019 e 2021 – entreranno in "modalità a funzionalità ridotta", nel senso che su Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote permetteranno di aprire e stampare i file ma non di modificarli, salvarli o crearne di nuovi. Le versioni per Windows e Android non sono interessate da questa modifica.Tuttavia:


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realme 16 5G: è leggerissimo, geniale per i selfie, ma le performance non brillano | Recensione

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realme 16 5G: è leggerissimo, geniale per i selfie, ma le performance non brillano | Recensione

realme 16 5G: è leggerissimo, geniale per i selfie, ma le performance non brillano | Recensione

Il realme 16 5G arriva sul mercato con un obiettivo molto preciso: distinguersi in una fascia media sempre più affollata puntando non tanto sulla potenza (anzi questo è proprio un suo neo), quanto sull’esperienza quotidiana. È uno smartphone che prova a convincere attraverso un design veramente ricercato, ottima ergonomia e una batteria veramente molto molto capiente considerando quanto è leggero.

Dopo diversi giorni di utilizzo come smartphone principale possiamo tirare le somme: realme 16 5G è un dispositivo sicuramente piacevole da usare ogni giorno, soprattutto per chi cerca leggerezza, comodità e batteria dura a morire. Allo stesso tempo, però, a nostro avviso emergono alcuni compromessi evidenti sul fronte delle prestazioni pure. Ma andiamo per punti.

Design e costruzione

realme 16 5G spessore

Il primo impatto con il realme 16 5G è decisamente positivo. La versione Air Black che abbiamo provato è elegante, sobria e molto più raffinata di quanto ci si aspetterebbe da uno smartphone di fascia media.

La finitura opaca aiuta a trattenere poco le impronte e restituisce un look moderno e minimale. È uno smartphone che non cerca effetti vistosi o colori troppo aggressivi, ma punta su un’estetica più pulita e matura.

La vera sorpresa, però, arriva appena lo si prende in mano. Il realme 16 5G è veramente leggerissimo. È una caratteristica che si percepisce immediatamente e che cambia concretamente l’esperienza quotidiana. Con circa 187 grammi di peso e uno spessore di 8,1 mm, riesce a risultare molto più comodo rispetto a tanti concorrenti dotati di batterie capienti ma decisamente più pesanti.

realme attribuisce questo risultato alla nuova struttura interna “AirCraft”, una soluzione progettata per ottimizzare lo spazio interno attraverso una disposizione più compatta dei componenti. In pratica, il telefono riesce a integrare una batteria enorme senza trasformarsi in un dispositivo ingombrante.

Nell’uso reale il risultato è evidente. Il realme 16 5G è comodissimo da utilizzare anche per lunghi periodi, sia durante la navigazione sui social sia guardando video o giocando occasionalmente.

C’è però un compromesso evidente: la backcover in materiale plastico dà una sensazione di delicatezza superiore rispetto ad altri smartphone della categoria. Il materiale scelto aiuta sicuramente a contenere peso e spessore, ma trasmette anche una percezione di minore solidità. Non sembra fragile al punto da destare preoccupazioni immediate, ma una cover protettiva è fortemente consigliata fin dal primo giorno.

realme 16 peso

Il Camera Bar con Selfie Mirror è la vera idea originale

selfie mirror

In un mercato pieno di smartphone tutti molto simili tra loro, il realme 16 5G prova a differenziarsi soprattutto attraverso il design del comparto fotografico.

Il nuovo “Flagship-Grade Camera Bar” è probabilmente l’elemento più distintivo del telefono. A voler essere pignoli c’è sicuramente una sensazione di “già visto” se confrontato con i Pixel di Google e con l’iPhone Air, ma l’aggiunta del selfie mirror gli offre quel quid in più che lo rende distintivo rispetto alla concorrenza. La barra fotografica orizzontale che attraversa la parte superiore della scocca però non ha soltanto una funzione estetica. realme spiega infatti che questo design serve anche a migliorare distribuzione del peso, ergonomia e stabilità sul tavolo.

Ed effettivamente la differenza si nota. Quando il telefono viene appoggiato su una scrivania, resta molto più stabile rispetto a tanti dispositivi con fotocamere laterali sporgenti. Non c’è il classico effetto “altalena” mentre si utilizza lo schermo, un dettaglio piccolo ma molto utile nella vita quotidiana.

Anche l’impugnatura beneficia di questa scelta. Il telefono appare meno sbilanciato verso la parte superiore, nonostante la presenza di una batteria molto grande.

Ma il vero elemento originale, come detto, è il cosiddetto “Selfie Mirror”, integrato direttamente all’interno del modulo fotografico. Si tratta di un piccolo specchio posizionato accanto alle fotocamere posteriori che permette di utilizzare il sensore principale anche per selfie e video frontali. Una soluzione che potrebbe sembrare solo scenografica, ma che nella pratica si rivela spesso utile.

Grazie al Selfie Mirror è possibile controllare rapidamente l’inquadratura e sfruttare la qualità superiore della fotocamera principale anche per gli autoscatti. Per chi crea contenuti social, vlog o semplicemente ama fare selfie di qualità migliore, è una funzione davvero interessante.

realme ha inoltre integrato il sistema “Say Hi”, che riconosce automaticamente il gesto della mano e avvia il countdown dello scatto. È una funzione semplice ma efficace, soprattutto per foto di gruppo o selfie senza dover toccare lo schermo.

Molto interessante anche il ring flash integrato nella barra fotografica. Non serve soltanto a caratterizzare il design, ma contribuisce a creare una luce più uniforme sui volti, migliorando selfie e ritratti in condizioni di luce non perfette.

Nel complesso, il Camera Bar è probabilmente la parte più riuscita dell’intero design del realme 16 5G. È originale, funzionale e riesce davvero a dare personalità al dispositivo.

Display

realme 16 5g schermo

Il display AMOLED da 6,57 pollici è uno degli elementi più convincenti del telefono. La qualità generale è molto buona, con colori vivaci, neri profondi e una luminosità elevata che permette di utilizzare lo smartphone senza problemi anche all’aperto.

La frequenza di aggiornamento a 120 Hz aiuta a migliorare la fluidità generale dell’interfaccia, soprattutto durante scrolling e navigazione sui social. Il pannello offre una buona esperienza sia con video che con giochi e contenuti multimediali.

Le cornici sono piuttosto sottili e contribuiscono a rendere il design più moderno e immersivo. Anche la leggibilità sotto il sole convince, aspetto importante per chi utilizza spesso il telefono fuori casa.

Prestazioni e utilizzo quotidiano

È qui che emergono i principali limiti del realme 16 5G. Nell’utilizzo quotidiano il telefono si comporta bene, ma non trasmette mai la sensazione di essere particolarmente veloce o reattivo. C’è un po’ di lentezza generale che si percepisce soprattutto passando rapidamente da un’app all’altra o durante l’apertura della fotocamera.

Le app si aprono con qualche istante di ritardo, le animazioni non sempre sono immediatissime e il sistema tende a prendersi qualche momento in più rispetto ai migliori concorrenti della fascia media.

Non è uno smartphone lento in senso assoluto, considerando che il processore è comunque un Mediatek Dimensity 6400 Turbo, ma non è nemmeno un dispositivo che punta tutto sulla rapidità. Chi arriva da telefoni più potenti o più aggressivi sotto il profilo hardware noterà sicuramente questa differenza.

Per utilizzo standard, social, WhatsApp, email, streaming e navigazione, realme 16 5G resta comunque affidabile. Semplicemente lo fa con un ritmo più rilassato.

La modalità GT aiuta a migliorare leggermente la situazione, rendendo il sistema più pronto nelle animazioni e nella risposta ai comandi, ma non trasforma completamente l’esperienza.

Software

La realme UI continua a essere una delle interfacce Android più complete e ricche di funzioni nella fascia media.

Graficamente il sistema è moderno, personalizzabile e abbastanza piacevole da utilizzare. Non mancano funzioni AI dedicate a foto e contenuti social, come AI Edit Genie e AI Instant Clip, pensate soprattutto per chi crea contenuti direttamente da smartphone.

Interessante anche la modalità Vibe Master, che introduce preset fotografici pensati per creare immagini più cinematografiche e social-oriented. Resta però presente qualche app preinstallata di troppo, elemento ormai abbastanza comune negli smartphone realme.

Fotocamera

Il realme 16 5G punta molto sul comparto fotografico e in particolare sui ritratti. Il telefono integra un doppio sistema da 50 megapixel, con fotocamera frontale da 50 MP e sensore Sony IMX852 da 50 MP sul retro.

Di giorno il sensore principale si comporta bene. Le immagini hanno buon dettaglio, colori piacevoli e una gestione generalmente convincente delle tonalità della pelle. Gli algoritmi LumaColor lavorano soprattutto per rendere i ritratti più realistici e meno artificiali.

I selfie sono uno dei punti forti del dispositivo, soprattutto sfruttando il Selfie Mirror e la fotocamera principale. Le immagini risultano più nitide, luminose e dettagliate rispetto alla classica camera frontale.

Anche di sera le foto ci hanno piacevolmente sorpreso. La qualità è buona anche con poca luce (come è possibile vedere nelle foto qui sotto), non sembrano assolutamente scatti fatti da un telefono di questa fascia di prezzo, anche se chiaramente non siamo al livello delle foto fatte in pieno giorno.

Batteria e autonomia

La batteria è probabilmente il motivo principale per scegliere questo smartphone. Il realme 16 5G integra una Titan Battery da 6550 mAh che garantisce un’autonomia eccellente. Anche con utilizzo intenso si arriva tranquillamente a fine giornata, spesso con ancora parecchia carica residua.

Per utenti meno intensivi significa poter coprire tranquillamente due giornate complete senza ricaricare. È uno di quei telefoni che eliminano completamente l’ansia da batteria. E considerando quanto è leggero, il risultato è ancora più impressionante. La ricarica rapida da 45W non è la più veloce della categoria, ma resta comunque adeguata alla capacità della batteria.

Resistenza

Molto convincente anche la certificazione IP69, rarissima in questa fascia di prezzo. Il realme 16 5G resiste bene ad acqua, polvere e utilizzi più estremi, aggiungendo ulteriore valore a un dispositivo già molto interessante sul piano pratico.

Prezzo

realme 16 5G sarà disponibile in Italia a partire da oggi 10 giugno nelle colorazioni Air Black e Air White. La variante da 6GB di RAM e 256GB di storage viene proposta a un prezzo di listino di 379,99 euro, ma sarà acquistabile in promo lancio a 359,99 euro fino al 24 giugno. La versione più interessante da 8GB + 256GB costa invece 399,99 euro, con prezzo promozionale di 379,99 euro sempre fino al 24 giugno presso Unieuro, MediaWorld, Euronics, Trony ed Expert.

Conclusioni

Il realme 16 5G è uno smartphone con una personalità molto chiara. Punta tutto su leggerezza, autonomia, comfort e design riuscendo a costruirsi una propria identità, soprattutto grazie al nuovo Camera Bar con Selfie Mirror.

È veramente leggerissimo, molto piacevole da usare ogni giorno e capace di offrire una batteria praticamente inesauribile senza diventare ingombrante. La colorazione Air Black del sample che abbiamo provato è elegante e sobria, mentre il Camera Bar con Selfie Mirror rappresenta una delle idee più originali viste recentemente nella fascia media.

Ci sono però alcuni compromessi evidenti. La backcover in plastica restituisce una sensazione di fragilità e il telefono non è propriamente super reattivo nell’utilizzo quotidiano. La sensazione generale è quella di uno smartphone affidabile e piacevole, ma non particolarmente scattante.
Per chi cerca massima velocità probabilmente esistono alternative migliori. Per chi invece vuole un telefono leggero, bello da vedere, con ottima autonomia e qualche idea originale nel design, realme 16 5G riesce davvero a distinguersi.

Specifiche tecniche realme 16 5G

Modello realme 16 5G
Varianti memoria  6GB RAM + 256GB storage oppure 8GB RAM + 256GB storage
Dimensioni 158,30 x 75,13 x 8,10 mm
Peso circa 183 grammi
Display AMOLED flessibile da 6,57 pollici
Risoluzione FHD+ 2372 x 1080 pixel
Refresh rate fino a 120 Hz
Touch sampling rate fino a 240 Hz, 120 Hz di default
Luminosità 1000 nit tipici, 1400 nit HBM, picco fino a 4200 nit
Colori 1,07 miliardi di colori, profondità 10 bit
Densità pixel 397 PPI
Protezione display DT Star D+
Processore MediaTek Dimensity 6400 Turbo
CPU Octa-core
GPU Mali-G57 MC2 a 1,07 GHz
Fotocamera posteriore 50 MP Sony IMX852, apertura f/1.8, autofocus
Fotocamera anteriore 50 MP, apertura f/2.4
Funzioni fotografiche Selfie Mirror, Aura Flash, LumaColor IMAGE, Vibe Master Mode, AI Edit Genie, AI Instant Clip
Video posteriori 1080p fino a 60 fps, slow motion 720p 120 fps, Dual-view video, Time-lapse, video subacquei
Video anteriori 1080p fino a 60 fps, Dual-view video, Time-lapse
Batteria 6550 mAh
Ricarica 45W Fast Charge
Connettività 5G, Wi-Fi 5, Bluetooth 5.3, USB-C
Resistenza Certificazione IP69
Sistema operativo realme UI 7.0
Colorazioni Air Black, Aurora Wings White

I migliori smartphone da gaming per chi sa che giocare è una cosa seria

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I migliori smartphone da gaming per chi sa che giocare è una cosa seria

(Ultimo aggiornamento: giugno 2026)

In un mercato ormai in grado di soddisfare qualunque tipo di esigenza, gli smartphone da gaming hanno conquistato il cuore di tutti quei videogiocatori che, anche lontani da casa, vogliono avere modo di divertirsi con i propri titoli preferiti. Assimilabili ormai a vere e proprie console portatili sempre pronte a essere estratte dalla tasca del giubbotto, grazie a pacchetti hardware che uniscono cpu ad alte prestazioni, gpu dedicate, display dall’elevata risoluzione, sistemi di raffreddamento pronti a gestire anche le situazioni più bollenti e batterie che non si spaventano di fronte a vere e proprie maratone, sono in grado di spaziare tra avventure single player e sfide multigiocatore offrendo sempre un’esperienza all’insegna della qualità audiovisiva e del divertimento.

Smartphone da gaming: i tratti distintivi

Oggi quasi tutti gli smartphone di fascia alta dispongono di una potenza sufficiente per gestire senza incertezze anche i titoli più impegnativi dal punto di vista grafico. È però importante sottolineare che riuscire a far girare un gioco non equivale automaticamente a essere un vero telefono da gaming. La sola forza bruta dell’hardware non è infatti un criterio sufficiente. Dispositivi come iPhone 17, Samsung Galaxy S26 Ultra e Google Pixel 10 Pro rappresentano l’eccellenza sotto molti aspetti e reggono senza problemi sessioni intense tra sparatutto competitivi e strategici complessi, ma sono progettati come strumenti versatili, capaci di destreggiarsi a 360 gradi nelle attività quotidiane (navigazione, fotografia, lavoro e intrattenimento).

Uno smartphone da gaming segue invece una filosofia diversa. Non punta a essere universale, bensì specializzato. Ogni componente — dall’hardware al software passando per il design — è orientato a massimizzare la fluidità, la reattività e a consentire un controllo che permetta di affrontare con precisione anche i momenti più intensi e concitati. Per sintetizzare quanto appena scritto, di seguito abbiamo preparato un breve riassunto di tutti i tratti distintivi che devono caratterizzare uno smartphone da gaming:

  • Processore e gpu di fascia alta: la combinazione tra cpu e gpu è il cuore dell’esperienza di gioco. È qui che vengono elaborate le operazioni matematiche che determinano animazioni, fisica, effetti particellari e intelligenza artificiale. Una piattaforma potente permette frame rate elevati e maggiore stabilità anche nei titoli più pesanti.
  • Memoria ram abbondante: un quantitativo generoso di ram consente caricamenti più rapidi, transizioni fluide tra scene e una migliore gestione delle texture ad alta risoluzione. Nei giochi più complessi può fare la differenza tra un’esperienza stabile e improvvisi cali di prestazioni.
  • Display ampio e ben calibrato: un display di qualità è indispensabile per fare in modo che il lavoro del processore e della gpu diano in frutti sperati. Importante disporre di una risoluzione adeguata, in modo da poter godere al meglio di qualunque particolare, e di un’elevata frequenza di aggiornamento, che assicura una visione fluida e precisa anche nei momenti più concitati. Da non sottovalutare anche le dimensioni, dato che uno schermo ampio facilita l’utilizzo dei controlli touch senza sacrificare visibilità sull’area di gioco.
  • Design ergonomico e controlli dedicati: in uno smartphone pensato per giocare a lungo, la forma conta quanto la potenza. Profili studiati per migliorare la presa in orizzontale, distribuzione equilibrata del peso e materiali che favoriscono il grip riducono l’affaticamento durante le sessioni più intense. A questo si aggiungono elementi distintivi come grilletti integrati o zone touch laterali programmabili, che permettono di replicare comandi tipici dei controller senza occupare spazio sullo schermo. Anche il sistema di vibrazione gioca un ruolo chiave: un feedback aptico preciso e potente restituisce sensazioni più immersive, migliorando la percezione di spari, impatti e azioni di gioco, e contribuendo a rendere l’esperienza più coinvolgente e reattiva.
  • Connettività 5G e moduli di rete avanzati: come potrà confermare qualunque appassionato di giochi dalla spiccata componente online, nei titoli competitivi la latenza è cruciale. Affidarsi a connessioni di ultima generazione vuol dire ridurre il ritardo tra input e risposta del server, migliorando di conseguenza la reattività complessiva.
  • Sistema di raffreddamento dedicato: dissipatori, camere di vapore o ventole integrate permettono al telefono di spingere al massimo più a lungo evitando il throttling termico, ovvero la riduzione automatica delle prestazioni per limitare il surriscaldamento.
  • Alta frequenza di campionamento del tocco: il touch sampling rate indica quante volte al secondo lo schermo registra un input. Valori elevati si traducono in comandi più reattivi e in un vantaggio concreto nei giochi competitivi, dove anche una frazione di secondo può fare la differenza.
  • Software ottimizzato per il gaming: la presenza di hub centrale che consente di personalizzare l’esperienza di gioco, di attivare modalità dedicate, di bloccare notifiche, di impostare i controlli e di monitorare in tempo reale il frame rate e le temperature permette di creare un ambiente ideale per godere al meglio dei propri titoli preferiti.

La nostra selezione

Tenendo conto di quanto appena scritto, nella nostra ricerca dei migliori smartphone da gaming non abbiamo preso in considerazione modelli “ibridi”, ma ci siamo concentrati esclusivamente sulle soluzioni concepite per i videogiocatori. Una gallery all’insegna dei “pochi ma buoni”, che propone un poker di modelli in grado di accompagnare al meglio qualunque tipo di avventura. In alternativa, chi fosse interessato a esplorare nella sua interezza il variegato mondo degli smartphone o avesse bisogno di qualche consiglio utile per il prossimo acquisto (anche in funzione del budget a disposizione), può trovare numerosi consigli nelle nostre gallery con protagonisti i modelli di fascia alta, media e sotto i 300 euro, e le soluzioni pieghevoli più recenti.


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Rinomina speaker Bluetooth in "BOMB", teenager causa emergenza in aereo

Negli scorsi giorni un volo transatlantico di United Airlines da Newark a Palma di Maiorca è dovuto tornare indietro a causa di un pessimo scherzo fatto da un adolescente, che ha avuto la bella idea di rinominare uno speaker Bluetooth in "BOMB". Le testimonianze dei passeggeri raccolte dalla stampa locale indicano che l'emergenza ha iniziato a svilupparsi circa un'ora dopo il decollo: l’equipaggio del volo UA236 ha iniziato a chiedere con sempre più urgenza di disattivare immediatamente tutte le connessioni Bluetooth dei propri dispositivi. È stato molto interessante seguire l'evolvere della situazione praticamente in tempo reale grazie a uno dei passeggeri, che evidentemente aveva accesso a internet, e che ha deciso di aprire un thread su Reddit a riguardo.

Lo staff avvertiva che la richiesta proveniva direttamente dalla sede operativa di United, e che il mancato rispetto delle istruzioni avrebbe potuto comportare il ritorno all’aeroporto di partenza. Dopo aver insistito per un po', la situazione non si era ancora del tutto risolta: il Bluetooth di un paio di dispositivi era rimasto attivo e visibile. L'equipaggio ha dato un ultimatum finale di un minuto, ma neanche questo è servito; così i piloti hanno invertito la rotta del Boeing 767 e sono riatterrati a Newark. Ma la disavventura non era ancora finita.

Ad attendere il volo c'erano infatti polizia aeroportuale, mezzi di soccorso e autorità federali. I passeggeri sono stati fatti scendere solo con smartphone e passaporto, e l'aereo è stato controllato approfonditamente insieme a tutti i bagagli. Solo in seguito è emerso che, appunto, una delle reti Bluetooth rimasta accesa era stata nominata BOMB; il dispositivo risultava visibile, quindi il nome era comparso su smartphone, laptop e tablet dei membri dell’equipaggio e ai passeggeri nelle vicinanze, con conseguenze facilmente prevedibili.


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Il grande squalo bianco nuota nel Mar Mediterraneo da milioni di anni, ma è raro incontrarlo perché è sull’orlo dell’estinzione

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Il grande squalo bianco nuota nel Mar Mediterraneo da milioni di anni, ma è raro incontrarlo perché è sull'orlo dell'estinzione

Una specie in pericolo

Diffuso nelle acque temperate e subtropicali di tutti gli oceani, il grande squalo bianco è presente da milioni di anni anche nel Mar Mediterraneo, dove costituisce una popolazione oggi fortemente ridotta e, di conseguenza, anche gli avvistamenti sono diventati sempre più rari. Nonostante la sua fama (gli attacchi all’uomo sono eventi molto rari), infatti, la specie a essere sempre più minacciata dalle attività umane, in particolare dalla pesca accidentale, dalla cattura illegale, dalla perdita di habitat e dalla diminuzione delle prede naturali. Per questo motivo, Carcharodon carcharias è classificato come vulnerabile nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn), con la popolazione più precaria proprio nel Mediterraneo, classificata in pericolo critico di estinzione.

Un raro, quanto speciale, incontro

Ogni avvistamento documentato di un grande squalo bianco nel Mediterraneo, quindi, rappresenta un’occasione preziosa, in quanto fornisce informazioni utili per la ricerca scientifica e per le strategie di conservazione della specie in un mare dove la sua presenza è oggi molto rara. Allo stesso tempo quest’ultimo incontro può essere interpretato come un segnale incoraggiante per la biodiversità marina e un promemoria dell’importanza di proseguire e rafforzare gli sforzi di conservazione negli ecosistemi marini, considerati tra i più fragili al mondo. “Gran parte delle nostre conoscenze sugli squali bianchi nel Mar Mediterraneo derivano da esemplari morti catturati durante le operazioni di pesca”, ha commentato Carlo Cattano, ricercatore presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn. “Osservazioni come questa sono estremamente preziose per migliorare la nostra comprensione della distribuzione, delle abitudini e del comportamento di questa specie in pericolo critico, la cui sopravvivenza è minacciata dalle attività umane. La nostra ricerca sugli squali ci ha permesso, nel tempo, di identificare diversi punti critici per le specie minacciate, e questo avvistamento è particolarmente significativo per convalidare il valore di conservazione di quest’area”.

29 arresti e 27mila link oscurati nell’ultima operazione anti-pirateria dell’Europol

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29 arresti e 27mila link oscurati nell’ultima operazione anti-pirateria dell’Europol

29 arresti e 27mila link oscurati nell'ultima operazione anti-pirateria dell'Europol

Numeri interessanti quelli forniti dall’Europol a seguito della sua ultima operazione anti-pirateria streaming che ha prodotto 29 arresti e 27mila link oscurati a livello internazionale. L’operazione è stata coordinata dalla Bulgaria con il supporto di Europol. Sotto la lente di ingrandimento le reti criminali che ottenevano ricchi proventi con l’accesso illegale a trasmissioni sportive, film e canali televisivi di alto livello per il quale è necessario pagare degli abbonamenti.

L’operazione, durata sette mesi, ha portato all’arresto di 29 persone, allo smantellamento di nove gruppi della criminalità organizzata e alla rimozione di oltre 27.000 URL di streaming illegale“, si legge nel comunicato stampa ufficiale pubblicato dall’Europol. Soprannominata KRATOS 2, l’operazione internazionale ha visto unite le forze dell’ordine di tutta Europa e non solo.

L’operazione si è svolta tra settembre 2025 e aprile 2026, concentrandosi sull’infrastruttura criminale che permetteva ai servizi IPTV illegali e alle piattaforme di streaming non autorizzate di operare in diverse giurisdizioni“, continua il comunicato stampa. “Con l’obiettivo di colpire i gruppi criminali che traggono profitto dalla distribuzione non autorizzata di contenuti protetti da copyright attraverso sofisticate piattaforme online“. Un altro duro colpo anti-pirateria da parte dell’Europol.

I risultati dell’operazione anti-pirateria dell’Europol

L’operazione anti-pirateria coordinata dall’Europol e dalla Bulgaria ha prodotto risultati interessanti nell’ambito della lotta a IPTV e Pezzotto illegali:

  • 29 arresti;
  • 86 sospetti identificati;
  • 148 ricerche di case;
  • Smantellati 9 gruppi della criminalità organizzata;
  • 59 casi deferiti alle autorità giudiziarie;
  • 72 indagini penali in corso;
  • 169 domini segnalati;
  • 27.332 URL rimossi;
  • Sono stati identificati 722.961 oggetti contraffatti.

Inoltre, grazie a questa preziosa collaborazione, le autorità sono riuscite a individuare:

  • 4.370 nuovi domini collegati ad attività di pirateria;
  • 18.331 indirizzi IP associati a servizi illegali;
  • 397.384 URL segnalati per la sospensione o la rimozione;
  • 126.979 oggetti contraffatti aggiuntivi.

Anziché concentrarsi esclusivamente sulla chiusura dei siti web, gli investigatori hanno preso di mira il più ampio ecosistema criminale che supporta questi servizi. Questo approccio ha permesso alle autorità di raccogliere informazioni sui gruppi della criminalità organizzata che operano dietro le piattaforme e di identificare i principali sospettati coinvolti nella loro gestione e nel funzionamento tecnico“, hanno spiegato gli addetti ai lavori.

I clienti saranno raggiunti da sanzioni anti-pirateria secondo quanto stabilito dal proprio Stato.

Fonte: Europol