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Se viaggi in auto DEVI averlo: il compressore multiuso crolla ai minimi da Action

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Se viaggi in auto DEVI averlo: il compressore multiuso crolla ai minimi da Action

Se viaggi in auto DEVI averlo: il compressore multiuso crolla ai minimi da Action

Chiunque abbia mai dovuto gonfiare una gomma dell’auto in emergenza, un materasso da campeggio o pulire rapidamente attrezzi e superfici sa quanto un compressore possa diventare indispensabile. Proprio per questo la nuova offerta Action della settimana sta attirando l’attenzione degli appassionati di fai da te e non solo: fino al 9 giugno, tra gli scaffali della catena, troverai il compressore Varo da 1.100 watt al prezzo occasione di 36,88 euro, con uno sconto del 26% sul prezzo consigliato di 49,95 euro.

L’affare della settimana da Action: compressore Varo a soli 36,88 euro

Il protagonista assoluto delle promozioni settimanali di Action è il compressore Varo, in grado di offrire prestazioni elevate in qualsiasi occasione: da quella d’emergenza alle semplici attività di tutti i giorni. Grazie a una pressione minima di 8 bar, il dispositivo può gonfiare rapidamente: pneumatici, biciclette, scooter, palloni, piscine e materassi gonfiabili. È presente un manometro, che ti permette di controllare costantemente la pressione.

Il prodotto è veramente efficace, con tempi ridottissimi grazie al flusso d’aria da ben 180 litri al minuto. Il vero punto di forza, però, è la versatilità di questo compressore: oltre alle classiche operazioni di gonfiaggio, puoi utilizzarlo anche per soffiare via lo sporco da superfici, attrezzature e angoli difficili da raggiungere.

Nella confezione sono inclusi una pistola di soffiaggio universale e diversi adattatori, che ne ampliano notevolmente le possibilità di utilizzo. Basta collegare il compressore, selezionare e installare l’accessorio più adatto, e iniziare a lavorare. È perfetto quindi anche per garage, officine, cantine e attività all’aperto.

Varo, per il suo compressore, ha optato per un motore senza olio da 1.100 W: una soluzione che, di fatto, riduce le operazioni di manutenzione e allunga la vita del dispositivo. Questo compressore è senza dubbi un accessorio indispensabile in ogni occasione, da avere sempre in garage o, perché no, da avere sempre in auto da usare all’occorrenza, specialmente se ci sono viaggi lunghi in programma.

Compressore Varo in offerta da Action

A questo prezzo, è una vera chicca da non lasciarsi sfuggire: puoi trovare il compressore Varo in offerta nei punti vendita Action al prezzo di 36,88 euro, scontato del 26%, ma soltanto fino al 9 giugno e, soprattutto, fino esaurimento scorte: con un affare così, non escludiamo che possa andare a ruba nel giro di pochissimo.

Risolto un mistero dell’astronomia, nel cuore della Via Lattea un vento leggero soffia dal buco nero supermassiccio Sagittarius A*

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Risolto un mistero dell'astronomia, nel cuore della Via Lattea un vento leggero soffia dal buco nero supermassiccio Sagittarius A*

Dopo oltre 50 anni di ricerche, finalmente è stato trovato il debole vento che soffia dal buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, Sagittarius A* (Sgr A*). A scoprirlo sono stati gli astrofisici della Northwestern University che, fornendo per la prima volta una visione molto più chiara di quello che viene definito un vento di 20 mila anni, hanno così risolto uno dei misteri più vecchi dell’astronomia. Il loro studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.

Il mistero del vento

Sebbene i buchi neri siano noti per inghiottire qualsiasi cosa si trovi nelle vicinanze, non si limitano ad attrarre materia, ma la espellono anche. Secondo la fisica teorica, infatti, quando i buchi neri consumano materia, dovrebbero produrre anche vento e getti di materia in uscita: man mano che la materia spiraleggia verso un buco nero, si muove sempre più velocemente fino a raggiungere una velocità prossima a quella della luce, e ciò genera energia e pressione tali da espellere parte della materia calda e in rapido movimento verso l’esterno sotto forma, appunto, di vento. Dato che fino ad oggi nessuno era riuscito a trovare il vento di Sgr A*, o meglio avevamo prove solo di episodi passati, si ipotizzava quindi che questo buco nero supermassiccio fosse un caso anomalo. “A meno che un buco nero non esista in un vuoto perfetto, deve pur generare un vento in qualche modo”, ha commentato il co-autore Mark Gorski. “E nell’Universo non esiste un vuoto perfetto. Grazie alle nuove osservazioni, questa è la prima volta che abbiamo avuto una visione sufficientemente chiara da poter osservare l’impronta del vento. Abbiamo analizzato i dati e ci siamo detti: ‘Eccolo. Ecco ciò che tutti cercavano da 50 anni'”.

Un cono nel buco nero

Per riuscire a scoprire il vento proveniente dal buco nero Sgr A*, che si trova in una fase di quiete ed è quindi incredibilmente difficile da osservare, i ricercatori si sono serviti di 5 anni di osservazioni effettuate con i radiotelescopi Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (Alma) in Cile. Da qui, hanno ricostruito l’immagine più nitida mai ottenuta (80 volte in più rispetto alle precedenti) del gas molecolare freddo che circonda e alimenta il buco nero, che ha permesso loro di vedere aree che erano invisibili in precedenza. Dall’immagine infatti è emersa una enorme cavità a forma di cono, priva di gas molecolare freddo che, secondo i ricercatori, può essere stata creata solo da un vento caldo ed energetico proveniente da Sgr A*. “Se si espelle materiale caldo dal buco nero, questo non potrà coesistere con il materiale freddo”, ha affermato Gorski. “O lo spingerà via o lo riscalderà. E, se è troppo caldo, non si vedrà più il gas freddo”.

Uno stato di quiete

Confermando i loro risultati anche con i dati provenienti dall’osservatorio a raggi X Chandra della Nasa, gli autori sono riusciti a stimare che il vento sia attivo da almeno 20 mila anni e che Sgr A* sia in un periodo di quiete, relativamente tranquillo rispetto ai buchi neri supermassicci centrali di altre galassie. “La maggior parte delle altre galassie trascorre gran parte della propria vita in uno stato di scarsa attività, ha concluso la co-autrice Elena Murchikova. “Ma noi possiamo osservarle solo quando si trovano nella fase di massima attività. Studiare i buchi neri in questa fase è molto interessante, ma in realtà non è il loro stato dominante. Sgr A* ci offre finalmente una finestra sulla vita di un buco nero in questo stato di quiete.”

MSI al Computex 2026 con tante novità: schede madri, case e PC AI

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MSI al Computex 2026 con tante novità: schede madri, case e PC AI

MSI ha presentato al Computex 2026 le sue ultime innovazioni per PC, tra nuove schede madri AM5 con tecnologia AMD EXPO, soluzioni di raffreddamento complete (a liquido e ad aria), case per PC che coniugano prestazioni ed estetica, e alimentatori.

MSI ha pure annunciato MEG Vision X2 AI+, che trasforma il PC da gioco in un dispositivo interattivo con un assistente AI, e la serie PRO MAX, ottimizzata per multitasking, attività sui dati e collaborazione ibrida. Il monitor PRO MAX 271UPXW è ideale per i MacBook.

MSI ha celebrato al Computex i riconoscimenti ottenuti con i Red Dot Design Award da quattro prodotti MEG: MEG X870E ACE MAX, MEG MAESTRO 900R, MEG CORELIQUID E15 360 e MEG Ai1600T PCIE5. La serie MPG Ai TS ha vinto il Best Choice Award del Computex 2026, una conferma della leadership di MSI in innovazione e ingegnerizzazione.

Il PC desktop da gaming MEG Vision X2 AI+ di MSI presenta LuckyClaw, un assistente virtuale AI che risponde ai comandi e si evolve con aggiornamenti regolari. Questo sistema di punta MEG combina AI avanzata e specifiche da gioco ad alte prestazioni, reagendo, adattandosi e coinvolgendo i giocatori.


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OCCASIONI fai da te da Action: utensili professionali (e non solo) a partire da 3€

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OCCASIONI fai da te da Action: utensili professionali (e non solo) a partire da 3€

OCCASIONI fai da te da Action: utensili professionali (e non solo) a partire da 3€

Se stavi aspettando il momento giusto per rinnovare la tua cassetta degli attrezzi, questa potrebbe essere una delle occasioni più interessanti del momento. Con la nuova settimana di promozioni Action, valida fino al 9 giugno, il reparto fai da te si riempie di utensili, accessori e strumenti professionali a prezzi particolarmente competitivi: si parte da appena 3,85 euro.

Dalle cassette porta attrezzi agli elettroutensili, passando per chiavi a cricchetto, lampade da lavoro, metri laser e accessori Fischer: tutti i must have per gli appassionati di fai da te e bricolage sono in promozione.

I migliori affari fai da te che troverai da Action

Iniziamo questa carrellata di offerte con la valigetta con scomparti Kistenberg da 39 x 28,5 x 6 cm, disponibile a soli 3,85 euro con uno sconto del 35%. Grazie al coperchio trasparente puoi capire immediatamente cosa contiene, mentre all’interno la suddivisione intelligente degli scomparti ti aiuta a mantenere perfettamente organizzati viti, tasselli, minuteria e piccoli accessori. Con la robusta maniglia, puoi portarla ovunque senza problemi.

Se hai bisogno di più spazio, allora non perdere la cassetta attrezzi Kistenberg da 47,5 x 26 x 22,5 cm a 5,85 euro. Anch’essa dotata di robusto manico, offre uno scomparto portaoggetti integrato sul coperchio, più un ampio spazio interno per conservare e trasportare tutti i tuoi utensili in comodità.

Spazio, ora, agli strumenti veri e propri. C’è il metro laser FERM da 50 metri, a 9,95 euro, con livella integrata che permette di effettuare misurazioni precise anche in ambienti ampi o difficili da raggiungere. Nel settore elettroutensili segnaliamo invece l’utensile multifunzione FERM da 300 W a 16,95 euro, con potente motore che garantisce fino a 23.500 movimenti al minuto. Il kit comprende accessori per segare, carteggiare e aspirare la polvere.

Allo stesso prezzo è disponibile anche il seghetto alternativo FERM Powerline da 400 W, progettato per eseguire tagli diritti e curvi con precisione. Grazie all’impugnatura ergonomica e agli accessori inclusi, è pronto all’uso fin dal primo utilizzo. Per chi lavora su superfici da rifinire, la levigatrice e lucidatrice a batteria FERM AX-Power da 12 Volt è in offerta a 23,95 euro. Include dischi e fogli abrasivi, porta di aspirazione della polvere e cavo USB-A/USB-C per la ricarica.

Molto interessante anche la lampada da lavoro ricaricabile 3 in 1 Werckmann, in offerta a 6,79 euro. Con una luminosità di 200 lumen, ricarica tramite USB, magnete integrato e morsetto di fissaggio, può essere utilizzata come lampada pieghevole, torcia elettrica o lampada flessibile da lavoro. Per chi opera su impianti elettrici, il set di cacciaviti VDE Werckmann da 9 pezzi è un must have a 5,75 euro: sono omologati per utilizzi fino a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua.

La promozione Action include anche una vasta selezione di minuteria professionale. La Fischer Profi-Box SX contiene 150 tasselli a espansione in tre diverse misure (5, 6 e 8 mm) ed è disponibile a 3,99 euro. Le viti Fischer in confezione da 270 pezzi vengono invece proposte a 4,99 euro: grazie ai diversi formati inclusi e alla qualità professionale, sono l’ideale per fare la scorta.

Per i lavori più impegnativi è disponibile la pistola ad aria calda FERM da 2.000 W a 8,79 euro. L’utensile lavora con temperature comprese tra 400°C e 600°C e include un ugello per concentrare il flusso d’aria durante operazioni come rimozione di vernice o lavorazione di tubi in PVC. Completano la promozione il set di chiavi a cricchetto Werckmann da 12 pezzi a 14,95 euro e il set di chiavi a bussola Werckmann da 13 pezzi a 7,99 euro, entrambi realizzati in resistente acciaio cromo-vanadio.

Con queste super promozioni Action, hai tutto l’occorrente per ottenere il massimo dai tuoi lavori fai da te e bricolage: approfittane entro il 9 giugno in tutti i punti vendita, ma fai attenzione perché le scorte sono limitate e, visti i prezzi convenienti, potrebbero andare a ruba molto in fretta.

Perché Google vuole liberare in California e in Florida 32 milioni di zanzare rese sterili da un batterio

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Perché Google vuole liberare in California e in Florida 32 milioni di zanzare rese sterili da un batterio

Rilasciare ben 32 milioni di zanzare sterili in California e Florida. È questa la proposta, in attesa di autorizzazione da parte dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (Epa), appena avanzata da Google nell’ambito del suo programma Debug, che ha lo scopo di eliminare le zanzare, gli animali più letali del pianeta. O meglio quelle portatrici di malattie che, secondo il colosso tecnologico, uccidono più persone di tutti gli altri animali messi insieme, causando malattie infettive mortali, come dengue, zika, febbre gialla e chikungunya, che si stanno diffondendo sempre più velocemente.

Le zanzare sterili

Dato che combattere le zanzare con i pesticidi non è una strategia sostenibile, in quanto oltre alla tossicità, la loro efficacia si riduce con il tempo, mentre eliminare l’acqua stagnante ovviamente non può essere sufficiente per debellarle, il programma Debug sta cercando di affrontare questo problema basandosi su un metodo di controllo biologico chiamato Sterile Insect Tecnique (Sit) che consiste nell’eliminare le zanzare dannose, come la famosa Aedes aegypti, allevando in biofabbriche e poi liberando in natura quelle delle stessa specie, ma considerate “buone”. A renderle buone è il batterio Wolbachia, uno dei parassiti più comuni del mondo, innocuo per gli esseri umani, che agisce a livello del sistema riproduttivo, rendendo le zanzare sterili. In particolare, impedisce agli esemplari maschi che lo ospitano di riprodursi con le zanzare femmine selvatiche, diminuendo così con il tempo il numero di zanzare dannose. “Questa tecnica utilizza un batterio presente in natura e non impiega sostanze chimiche, tossine o modifiche genetiche”, si legge sul sito di Debug. “Approcci simili sono stati utilizzati per decenni per combattere in modo sicuro altri parassiti”.

Un metodo di controllo efficace

Non si tratta, infatti, di una novità assoluta. Come vi abbiamo già raccontato, per esempio, uno studio italiano dell’Enea aveva proposto già nel 2018 di iniettare ceppi di Wolbachia nella zanzara tigre (Aedes albopictus), per limitare la riproduzione di questi insetti, e contrastare così la trasmissione di virus. Questo metodo si era dimostrato efficace nell’azzerare nelle femmine la capacità di trasmissione del virus zika e una significativa riduzione (a meno del 5%) di quella dei virus di dengue e chikungunya. “I metodi di controllo delle zanzare basati sul rilascio di maschi sterili sono un’alternativa agli insetticidi altamente specifica ed ecocompatibile e quindi sfruttabile in sicurezza anche nei centri urbani”, aveva spiegato Riccardo Moretti, ricercatore dell’Enea. E ancora: nel 2023, il World Mosquito Program, un’iniziativa non profit guidata dall’Institute of Vector-Borne Disease della Monash University, aveva lanciato in Brasile una campagna di prevenzione contro le malattie trasmesse dalla zanzare proprio con questo metodo, ossia servendosi del batterio Wolbachia per infettare le zanzare e renderle sterili.

In attesa del via libera

Non è nemmeno il primo tentativo di Debug. Secondo un recente post sul suo blog, l’iniziativa sta riscuotendo successo anche a Singapore, dove supporta il Progetto Wolbachia della National Environment Agency dal 2018. Debug ha riferito, infatti, che il Progetto Wolbachia ha “raggiunto una soppressione dell’80-90% della popolazione di zanzare Aedes aegypti e una riduzione di oltre il 70% dei casi di dengue dopo 6-12 mesi dal rilascio”. Non è ancora chiaro quando Google intenda rilasciare le zanzare sterili in California e in Florida, ma un avviso pubblicato sul registro federale indica che l’Epa sta esaminando la richiesta e deciderà se dare il via libera dopo un periodo di consultazione pubblica che si dovrebbe concludere il 5 giugno.

Oura Ring evolve con nuovi strumenti per contraccettivi e menopausa

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Oura Ring evolve con nuovi strumenti per contraccettivi e menopausa

Oura ha annunciato nuove funzionalità per la salute femminile che vanno ad arricchire la piattaforma di Ring, il celebre anello smart arrivato da poco alla quinta generazione. Il tempismo, insomma, è perfetto: a una settimana dal debutto, l’Oura Ring 5, che era già ricco di funzioni per il monitoraggio di salute e benessere, diventa così più allettante.

Le novità introdotte riguardano due ambiti: i contraccettivi ormonali, la menopausa e il periodo che la precede, cioè la perimenopausa. In questo modo, la piattaforma di Oura può fornire un’analisi più accurata dei parametri biometrici rilevati quotidianamente se conosce quali contraccettivi si utilizzano. I principali che adesso vengono supportati sono:

  • Pillola
  • Cerotto
  • IUD, i dispositivi intrauterini
  • Impianti sottocutanei.

Le donne che indossano un Ring, possono adesso valutare come influiscono i diversi contraccettivi sui parametri biometrici, tra cui la temperatura basale o la variabilità cardiaca (HRV), oltre che su sonno e su recupero fisico. Negli USA, Oura ha stretto un accordo con la piattaforma di telemedicina Twentyeight Health in virtù della quale l’utente può confrontarsi con un operatore sanitario sui contraccettivi e per avere, ad esempio, una prescrizione.


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Meta AI usata per rubare gli account Instagram, il caso che coinvolge Obama e Sephora

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Meta AI usata per rubare gli account Instagram, il caso che coinvolge Obama e Sephora

La strategia

Semplice ed efficace, la strategia adottata dai criminali informatici per rubare decine di account Instagram sfrutta una vulnerabilità dell’assistente del supporto Meta AI, mettendo ben evidenza quali siano i rischi di affidare compiti tanto sensibili all’intelligenza artificiale. Come segnalato da ricercatori ed esperti di sicurezza su X, Telegram e Reddit, i malintenzionati non fanno altro che chiedere al chatbot di collegare il profilo che vogliono hackerare a un indirizzo email di loro proprietà, inviandogli un codice di verifica. Per esaudire la richiesta, l’AI invia all’indirizzo un codice di 8 cifre, che i criminali utilizzano per reimpostare la password ed entrare definitivamente in possesso dell’account. “Il metodo consente agli autori degli attacchi di assumere il controllo degli account utilizzando una VPN per allinearsi alla regione del paese dell’account, avviando una procedura di reimpostazione della password e poi convincendo l’assistenza AI di Meta a cambiare l’indirizzo e-mail”, segnala uno degli esperti del settore su Telegram, secondo quanto riportato da 404 Media, facendo notare quanto la vulnerabilità dell’AI della compagnia sia utile ai fini criminali.

La risposta di Meta

La rivelazione, come è facile immaginare, ha messo subito in moto la gigantesca macchina di Meta, che è corsa ai ripari per evitare che i suoi utenti – soprattutto quelli di altro profilo – incappassero in problemi di privacy e sicurezza. “Il problema è stato risolto e stiamo mettendo in sicurezza gli account interessati”, ha dichiarato ieri in un post pubblicato su X Andy Stone, portavoce della compagnia, che ha tenuto a precisare che le accuse secondo cui la vulnerabilità del chatbot sarebbe stata sfruttata per hackerare gli account di leader mondiali sono “assolutamente false”. Eppure, nonostante Meta abbia rassicurato gli utenti di aver risolto la questione, una dichiarazione dell’esperta di tecnologia e sicurezza Jane Manchun Wong, ex dipendente della società madre di Facebook e Instagram, sembra dire il contrario. “Anche il mio account Instagram è stato hackerato. La password è stata cambiata senza che io lo sapessi e ieri ho ricevuto vari tentativi di reset della password. E sono stato ripetutamente disconnessa dall’app Instagram per iOS. È piuttosto preoccupante”, ha scritto ieri la Wong su X, sollevando dubbi sulla reale risoluzione della vulnerabilità da parte della compagnia.

Televisore OLED rotto: prima di chiamare l’assistenza prova questi rimedi

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Televisore OLED rotto: prima di chiamare l’assistenza prova questi rimedi

Televisore OLED rotto: prima di chiamare l’assistenza prova questi rimedi

Chi possiede un TV OLED sa quanto possa essere traumatizzante notare un piccolo punto luminoso fisso sullo schermo. La prima reazione è quasi sempre la stessa: “È rotta”. E invece no. In molti casi quel fastidioso difetto non è permanente e può essere risolto in pochi minuti grazie a strumenti gratuiti già disponibili online.

Il problema riguarda i cosiddetti pixel bloccati, un difetto molto più comune di quanto si pensi e che può colpire non solo le TV OLED, ma anche monitor PC, smartphone e tablet.

La buona notizia? Esistono metodi semplici e gratuiti che possono davvero riportare il pannello alla normalità senza dover sostituire il display.

Il pixel “congelato” che rovina la TV

A differenza dei pixel morti, completamente spenti e irreversibili, i pixel bloccati restano accesi su un singolo colore, spesso rosso, verde o blu. Il risultato è un minuscolo punto fisso che continua a comparire indipendentemente da ciò che si sta guardando.

Il fenomeno può comparire dopo lunghe sessioni gaming, utilizzo prolungato di immagini statiche oppure semplicemente per stress del pannello nel tempo.

Sulle TV di grandi dimensioni il problema può inizialmente passare inosservato, ma una volta individuato diventa quasi impossibile ignorarlo.

Il trucco gratuito che sta salvando i TV OLED

Negli ultimi mesi molti utenti hanno iniziato a utilizzare speciali video presenti su YouTube progettati proprio per “svegliare” i pixel bloccati.

Il funzionamento è tanto semplice quanto curioso: il video mostra colori che cambiano a velocità elevatissima per stimolare il pixel e costringerlo a tornare operativo.

Non è magia e non funziona sempre, ma in numerosi casi il punto luminoso sparisce dopo pochi minuti di riproduzione.

Per chi utilizza un PC collegato alla TV, esiste anche una soluzione ancora più efficace: Pixel Fixer Pro, applicazione gratuita disponibile su Windows che genera un effetto simile alla staticità televisiva direttamente sul pannello.

Secondo molte testimonianze online, proprio questo software sarebbe riuscito a recuperare display che sembravano ormai compromessi.

I TV OLED hanno una funzione segreta che molti ignorano

I moderni TV OLED integrano già strumenti avanzati pensati per proteggere il pannello, ma moltissimi utenti non sanno nemmeno che esistano. Tra questi c’è il cosiddetto Pixel Refresh (o Pixel Cleaning), una procedura automatica che riequilibra i pixel del display e che può aiutare anche a eliminare quelli bloccati.

Sui modelli LG, ad esempio, questa funzione si attiva automaticamente dopo diverse ore di utilizzo quando la TV viene spenta. In alternativa può essere avviata manualmente dal menu dedicato alla manutenzione OLED. È la stessa tecnologia utilizzata per ridurre il rischio di burn-in e mantenere uniforme il pannello nel tempo.

Attenzione a non peggiorare il problema

Online circolano anche metodi “manuali”, come premere delicatamente l’area interessata con un panno in microfibra. Una tecnica che può funzionare sugli LCD ma che sulle OLED è decisamente rischiosa.

I pannelli OLED sono molto più delicati e una pressione sbagliata potrebbe causare danni permanenti ben peggiori del pixel bloccato originale.

Per questo motivo gli esperti consigliano sempre di provare prima le soluzioni software e i sistemi di pulizia integrati.

Quando preoccuparsi davvero

Se il punto sullo schermo resta completamente nero e non cambia mai colore, probabilmente si tratta di un pixel morto. In quel caso non esistono veri rimedi software.

Ma se il pixel è acceso e colorato, vale assolutamente la pena tentare le soluzioni gratuite disponibili: in molti casi il problema può sparire completamente senza assistenza tecnica e senza spendere un euro.

Atari acquisisce Hipster Whale, il team della serie Crossy Roads

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Atari acquisisce Hipster Whale, il team della serie Crossy Roads

Atari continua ad investire nell'acquisizione di team di sviluppo e questa volta gli occhi si sono poggiati su Hipster Whale, lo studio responsabile della serie Crossy Road, il titolo in stile Frogger che ha spopolato su mobile (e non solo) poco più di una decina di anni fa. Dopo il successo di Crossy Road, il team ha lavorato anche su altri titoli mobile di discreto successo, come Shooty Skies, il famoso Pac-Man 256 e Rooms of Doom, dimostrando quindi di avere le carte in regola per proporre giochi mobile decisamente appetibili.

Sembra quindi che Atari sia intenzionata ad espandersi in questa direzione, e per farlo ha scelto di mettere sul piatto ben 29,3 milioni di dollari tra contanti e azioni per acquisire il team, con un bonus ulteriore di altri 10 milioni di dollari in base alle prestazioni di Hipster Whale nel corso dei prossimi anni, quindi si potrebbe arrivare ad un totale di quasi 40 milioni di dollari.

L'attuale capo e co-fondatore dello studio, Matt Hall, passerà in Atari con un ruolo gestionale e contribuirà a supervisionare lo sviluppo dei prossimi titoli mobile di tutta l'azienda. Atari ha confermato che l'acquisizione rientra all'interno del progetto di espansione in ambito mobile dovuto alle recenti collaborazioni con Netflix, Amazon e la piattaforma di infotainment AirConsole, motivo per cui ha bisogno di rafforzare le sue potenzialità proprio nello sviluppo di giochi mobile.


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Apple Glasses arrivano nel 2027: cosa sappiamo

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Apple Glasses arrivano nel 2027: cosa sappiamo

Apple Glasses arrivano nel 2027: cosa sappiamo

Apple starebbe accelerando lo sviluppo dei suoi primi occhiali intelligenti, con un debutto commerciale previsto entro la fine del 2027. A rivelarlo è un nuovo report che delinea la roadmap della divisione wearable dell’azienda di Cupertino, impegnata a trasformare il progetto Vision in una piattaforma più leggera, accessibile e adatta all’uso quotidiano.

Secondo le indiscrezioni pubblicate da 9to5Mac, Apple starebbe lavorando contemporaneamente su più dispositivi indossabili: da un lato gli attesi smart glasses, dall’altro una nuova generazione di visori mixed reality più sottili e meno costosi rispetto all’attuale Vision Pro.

Gli occhiali Apple puntano alla realtà aumentata “leggera”

Il progetto degli occhiali smart viene considerato internamente uno dei prodotti più strategici per il futuro dell’azienda. L’obiettivo sarebbe quello di creare un dispositivo molto più vicino a un normale paio di occhiali rispetto ai visori attuali, integrando funzionalità di realtà aumentata senza sacrificare comfort e autonomia.

Le informazioni emerse indicano che Apple starebbe cercando di sviluppare una soluzione capace di offrire notifiche, indicazioni stradali, traduzioni in tempo reale e interazioni con Siri direttamente nel campo visivo dell’utente. Un approccio che ricorda la strategia già adottata da Meta con i Ray-Ban smart glasses, ma con una maggiore enfasi sull’integrazione software e sull’ecosistema Apple.

Il lancio entro il 2027 suggerisce però che la tecnologia necessaria non sia ancora pronta per una commercializzazione immediata. Miniaturizzazione dei componenti, dissipazione del calore e durata della batteria restano infatti alcune delle principali sfide tecniche del settore.

Parallelamente agli smart glasses, Apple starebbe preparando anche un nuovo visore chiamato provvisoriamente “Vision Air”. Il dispositivo dovrebbe rappresentare una versione più accessibile del Vision Pro, con un design alleggerito e un prezzo inferiore.

Il report sostiene che questo modello non arriverà prima del 2029, segno che Apple preferirebbe concentrarsi inizialmente sul perfezionamento della piattaforma software e sull’evoluzione dell’hardware attuale.

Il primo Apple Vision Pro ha mostrato le ambizioni dell’azienda nel settore della mixed reality, ma anche i limiti commerciali di un prodotto pensato soprattutto per sviluppatori e utenti professionali. Il prezzo elevato e il peso del dispositivo hanno infatti limitato la diffusione sul mercato consumer.

Con Vision Air, Apple potrebbe tentare di ampliare il pubblico proponendo un’esperienza più semplice e meno ingombrante, mantenendo però le principali funzionalità immersive sviluppate per visionOS.

Il mercato degli indossabili intelligenti sta entrando in una nuova fase competitiva. Negli ultimi mesi, Meta ha intensificato gli investimenti negli smart glasses, mentre anche Google continua a lavorare su progetti legati alla realtà aumentata e all’intelligenza artificiale indossabile.

Apple sembra voler evitare gli errori commessi in passato da altri produttori, che hanno cercato di anticipare troppo i tempi con dispositivi ancora acerbi. La strategia appare più prudente: costruire gradualmente una piattaforma hardware e software capace di integrarsi con iPhone, Apple Watch e servizi AI.

Non è escluso che l’evoluzione di Siri e delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale giochi un ruolo centrale negli occhiali Apple. Interazioni vocali avanzate e assistenza contestuale potrebbero infatti diventare il vero elemento distintivo del prodotto.

Una roadmap lunga ma strategica

Le nuove indiscrezioni confermano che Apple considera la realtà aumentata uno dei pilastri del proprio futuro tecnologico. La tempistica, tuttavia, evidenzia anche quanto il percorso sia ancora lungo.

Il debutto degli smart glasses nel 2027 rappresenterebbe il primo passo verso dispositivi AR realmente pensati per l’utilizzo quotidiano, mentre il successivo arrivo di Vision Air nel 2029 potrebbe segnare la maturazione della piattaforma Vision su larga scala.

Nel frattempo, Cupertino continuerà probabilmente a utilizzare Vision Pro come banco di prova per sviluppare applicazioni, interfacce e tecnologie che diventeranno fondamentali nei prodotti delle prossime generazioni.