Scansione facciale a Disneyland: scatta la class action contro il colosso

0
2

Una nuova bega legale vede protagonista Disney, eppure questa volta al centro della disputa non ci sono diritti d'autore o contratti cinematografici, ma la privacy dei visitatori. La questione riguarda i celebri parchi californiani di Disneyland e California Adventure, verso i quali è scattata una vera e propria class action.

Viene fondamentalmente contestata la modalità con cui l'azienda gestisce i sistemi di riconoscimento facciale agli ingressi delle strutture. Il problema è che la richiesta di risarcimento avanzata dai legali è decisamente pesante, visto che si parla di una cifra fluida che parte da almeno 5 milioni di dollari a favore delle persone coinvolte. Il nodo della questione risiede nella trasparenza e nell'effettiva informazione fornita a chi varca i cancelli, poiché secondo l'accusa le persone non ricevono un avviso sufficiente e chiaro del fatto che le loro caratteristiche biometriche vengano scansionate e memorizzate.

L'avvocato che rappresenta i visitatori, Blake Yagman, ha spiegato chiaramente nella denuncia che l'onere della tutela della privacy non dovrebbe ricadere sulle spalle dei clienti, e visto che si parla di dati estremamente sensibili come quelli legati ai tratti del viso, le persone dovrebbero avere la possibilità di scegliere esplicitamente se aderire. Sempre secondo la difesa, sarebbe necessario un consenso scritto e consapevole, anziché trovarsi il sistema già attivo a propria insaputa.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui