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Non abbiamo bisogno di parole è il film di cui avevamo bisogno per imparare a leggere il linguaggio della sordità

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Non abbiamo bisogno di parole è il film di cui avevamo bisogno per imparare a leggere il linguaggio della sordità

Da poche settimane il catalogo di Netflix si è arricchito di Non abbiamo bisogno di parole, un film che ha già conquistato il pubblico diventando il terzo film più visto a livello globale sulla piattaforma. Diretto da Luca Ribuoli, è l’adattamento italiano de La famiglia Bélier, a sua volta riletto dopo il successo dell’americano Coda – I segni del cuore.

Nel cast, accanto alla giovanissima Sarah Toscano al suo debutto nel cinema, ci sono anche attori realmente sordi come Antonio Iorillo, Emilio e Carola Insolera. Una scelta che rende la storia più autentica e aderente alla realtà che racconta.

Di cosa parla il film (senza spoiler)

Al centro del racconto c’è Eletta, sedici anni, unica persona udente in una famiglia di persone sorde. È cresciuta facendo da interprete ai genitori e sostenendo l’attività agricola di famiglia, diventando il loro ponte con un mondo esterno che non è ancora del tutto accessibile. Protettiva e inizialmente chiusa, scopre nel canto una possibilità nuova di espressione. Quando la sua insegnante Giuliana (interpretata da Serena Rossi) la incoraggia a tentare l’ingresso in una scuola di musica a Torino, si apre un conflitto profondo tra il senso di responsabilità verso la famiglia e il desiderio di costruirsi un futuro autonomo.

È proprio questa tensione a risuonare con molte persone: sui social in tanti si sono riconosciuti nella sua storia, soprattutto chi è cresciuto sentendosi tra due mondi, diviso tra appartenenza e indipendenza. Il film sta quindi generando conversazioni che vanno oltre la trama, portando l’attenzione anche su parole e definizioni che non sempre sono chiare a tutti.

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Le diverse tipologie di sordità e di comunicazione

Non abbiamo bisogno di parole è un film che fa emergere differenze importanti legate alla sordità, non solo dal punto di vista clinico, ma anche culturale, linguistico e sociale, mostrando come questa condizione possa essere vissuta in modi profondamente diversi a seconda delle esperienze individuali e del contesto di riferimento.

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Nella storia, i genitori di Eletta sono sordi profondi, una condizione che viene definita come “la perdita d’udito media superiore o uguale a 90 decibel (dB)”, spiega a Wired la dottoressa Carla Cantaffa, Specialista in Otorinolaringoiatria presso l’Istituto Clinico Humanitas Ircss.Essa può insorgere in età preverbale, ovvero prima che il soggetto abbia acquisito capacità di linguaggio, solitamente prima dei due anni di età, periverbale, tra l’età di 2 e 5 anni, o post-verbale, ovvero dopo i 6 anni.

La maggior parte delle sordità profonde preverbali sono di tipo neurosensoriale, ovvero dovute ad un difetto di percezione del suono. Queste possono essere suddivise secondo il momento eziologico in forme congenite/prenatali, ovvero presenti alla nascita e dovute ad esempio a mutazioni genetiche, infezioni o assunzione di farmaci ototossici durante la gravidanza, e acquisite (perinatali, post-natali, o genetiche ad esordio tardivo)”.

Amazon Tech Week 2026: le migliori offerte LIVE su HDblog

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Amazon Tech Week 2026: le migliori offerte LIVE su HDblog

La Tech Week Amazon torna anche nel 2026: da domani, 22 aprile e fino al 28, la Settimana della Tecnologia proporrà tantissimi sconti su prodotti hi-tech e dispositivi per la casa connessa.

HDblog, da stasera alle 23.30 e per tutta la giornata di domani, accompagnerà gli utenti con una Live costantemente aggiornata, pensata per raccogliere in tempo reale le offerte più interessanti. Smartphone, TV, notebook, wearable, accessori smart home e molto altro, selezioneremo solo le occasioni davvero rilevanti.

Nel corso della settimana, oltre alla diretta di domani pubblicheremo le migliori promozioni disponibili, curate dal team editoriale di HDblog. L’obiettivo resta quello di filtrare il volume elevato di offerte per mettere in evidenza solo quelle con il miglior rapporto qualità-prezzo, aiutando gli utenti a orientarsi in modo semplice e veloce.


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Collegare i dispositivi smart IKEA ora è più facile grazie a Samsung

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Collegare i dispositivi smart IKEA ora è più facile grazie a Samsung

Collegare i dispositivi smart IKEA ora è più facile grazie a Samsung

In tanti, da quando sono stati lanciati, si sono lamentati della nuova linea di prodotti per la casa intelligente IKEA, tra collegamenti impossibili e disconnessioni varie. Samsung ha annunciato oggi un aggiornamento di SmartThings che semplifica la procedura di accoppiamento dei venticinque nuovi dispositivi smart economici, basati sullo standard Matter-over-Thread.

Addio al doppio hub per la configurazione

In precedenza, per integrare i dispositivi IKEA era necessario connettersi contemporaneamente sia all’hub SmartThings che a quello proprietario di IKEA. Grazie a questa ottimizzazione, il passaggio intermedio è stato eliminato: ora è sufficiente il solo centro di controllo Samsung per gestire l’intero setup.

Una novità che risponde alle crescenti frustrazioni manifestate dagli utenti all’inizio dell’anno, quando la difficoltà nel collegare la rinnovata linea di prodotti IKEA alle varie reti domestiche era diventata un problema diffuso, indipendentemente dall’ecosistema utilizzato.

L’aggiornamento interessa tutti i venticinque nuovi prodotti del rivenditore svedese, tra cui troviamo sensori, interruttori, lampadine e prese intelligenti. Inoltre, Samsung ha confermato che sarà possibile utilizzare i dispositivi IKEA per controllare i propri elettrodomestici di marca Samsung, inclusi televisori, condizionatori d’aria e lavatrici.

Jaeyeon Jung, Vicepresidente Esecutivo di SmartThings presso Samsung, ha commentato così l’annuncio:

Collegando i dispositivi IKEA a SmartThings, anche chi si avvicina per la prima volta alla casa intelligente può godere di un’esperienza di connettività familiare e semplice, senza oneri finanziari. SmartThings continuerà a espandere il proprio ecosistema attraverso partnership, consentendo a un numero sempre maggiore di consumatori di vivere un’esperienza di smart home fluida e conveniente all’interno dell’ecosistema SmartThings, indipendentemente dal marchio o dal protocollo di comunicazione.

Le migliori scarpe da running per correre in primavera

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Le migliori scarpe da running per correre in primavera

(Ultimo aggiornamento: aprile 2026)

Le giornate più lunghe e miti riaccendono la voglia di correre all’aria aperta. Le scarpe da running, dal canto loro, sono essenziali per mettersi alla prova, continuare la propria routine di allenamento o rispolverare un hobby messo in pausa durante l’inverno. Indipendentemente da quale sia la distanza da percorrere, il terreno da affrontare o il livello di preparazione, è importante individuare le calzature giuste per le proprie esigenze. Ed è per questo che, nella gallery qui sotto, abbiamo raggruppato le 10 proposte più interessanti del momento, pensando al jogging nei pomeriggi soleggiati del fine settimana, alle sessioni di running post-ufficio e anche alle competizioni per corridori esperti.

Quali sono le scarpe adatte per correre?

Le scarpe da running devono avere caratteristiche ben precise. Escludendo le specifiche più tecniche che lasciamo a maratoneti e atleti professionisti di alto livello, abbiamo stilato una lista dei fattori generali da prendere in considerazione.

  • Ammortizzazione: fa riferimento alla capacità della scarpa di assorbire i colpi quando il piede appoggia per terra ed è importante perché contribuisce a preservarci da eventuali danni a ossa e articolazioni. Una calzatura ben ammortizzata è per forza di cose più pesante, per questo è consigliata quando si percorrono brevi distanze e la velocità non è tra le priorità della corsa.
  • Calzata: al di là della taglia che deve essere quella giusta, le scarpe da running devono avvolgere il piede senza stringere troppo e allo stesso tempo senza lasciare troppa libertà di movimento che può far scivolare pericolosamente il piede.
  • Materiali: è preferibile scegliere materiali di qualità, leggeri e traspiranti, in grado di far circolare l’aria e di tenere sotto controllo la sudorazione del piede. Nel caso in cui si preveda di correre anche su bagnato o sotto la pioggia, è bene orientarsi su scarpe impermeabili o quanto meno idrorepellenti.
  • Tipo di appoggio: non tutti mettono i piedi a terra in modo corretto. Esistono infatti corridori pronatori e supinatori: i primi appoggiano di più sulla parte interna della suola, i secondi verso l’esterno. Una volta stabilita la categoria alla quale si appartiene (basta vedere in che punto le scarpe sono più usurate), è consigliabile scegliere la soluzione da corsa più indicata.

Le migliori secondo Wired

Di seguito, la nostra selezione dedicata a 10 scarpe da running che ci hanno colpito per estetica e dettagli tecnici. Abbiamo tenuto conto di un grande ventaglio di esigenze: della gallery fanno parte proposte adeguate a distanze brevi e lunghe, per la corsa quotidiana e da gara, per le sessioni di jogging e per il trail running. Per agevolare il cammino virtuale tra diverse fasce di prezzo e finalità, abbiamo messo in evidenza una caratteristica di rilievo per ogni calzatura proposta.


Dyson Supersonic, il mitico asciugacapelli ora anche in versione Travel | PREZZO

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Dyson Supersonic, il mitico asciugacapelli ora anche in versione Travel | PREZZO

Dyson Supersonic Travel è il nuovo asciugacapelli progettato per chi non vuole rinunciare allo stile e alla cura dei propri capelli nemmeno quando è in viaggio. Grazie alla riduzione del 32% nelle dimensioni e del 25% nel peso rispetto al modello originale, Supersonic Travel può essere trasportato facilmente all'interno di un borsone o nel bagaglio a mano. Ed è anche più comodo da utilizzare grazie al riposizionamento del motore ad alta velocità, ora integrato nel manico per un miglior bilanciamento.

É compatibile con gli accessori Dyson Supersonic e Dyson Supersonic Nural e integra la tecnologia di controllo intelligente del calore che misura la temperatura del flusso d'aria 100 volte al secondo. Per una riduzione dell'effetto crespo e una protezione dall'umidità Dyson consiglia di utilizzare l'asciugacapelli con il balsamo spray senza risciacquo Dyson Omega con miscela di sette oli ricchi di Omega, tra cui l'olio di semi di girasole coltivato nelle Dyson Farming.


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Nel logo della WWDC 2026 di Apple si nasconderebbe un indizio sulla nuova Siri

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Nel logo della WWDC 2026 di Apple si nasconderebbe un indizio sulla nuova Siri

Nel logo della WWDC 2026 di Apple si nasconderebbe un indizio sulla nuova Siri

Il logo della WWDC 2026 nasconderebbe un’importante novità legata a iOS 27: secondo Mark Gurman di Bloomberg, i materiali promozionali dell’evento anticiperebbero dettagli sulla futura interfaccia della nuova Siri.

Quel numero “26” luminoso

Siri, nell’attuale versione in fase di test, dovrebbe essere integrata direttamente nella Dynamic Island: attivando l’assistente, l’area si espanderebbe mostrando un prompt, accompagnato da un cursore luminoso. Secondo Gurman, il design del logo WWDC 2026 (Apple Worldwide Developers Conference, l’annuale conferenza in cui l’azienda mostra agli sviluppatori nuovi prodotti e nuove tecnologie) e in particolare il modo in cui il numero “26” viene evidenziato, riflette esattamente questa interazione visiva.

Ulteriori anticipazioni indicano che la Dynamic Island vanterà anche un effetto luminoso lungo i bordi, utilizzando i colori tipici della animazioni di Siri. Un altro elemento grafico che si riflette nel materiale promozionale della conferenza: lo sfondo nero del logo WWDC 2026 non sarebbe casuale, ma progettato per valorizzare al meglio questi effetti visivi, soprattutto nella dark mode di iSO 27.

Il logo della WWDC 2026

Le novità, tuttavia, non si limiterebbero all’aspetto estetico: Apple starebbe lavorando a un rinnovamento più ampio di Siri, con l’intenzione di introdurre un’interfaccia simile a quella di altri chatbot. Tra le funzionalità previste ci sono il supporto a comandi multipli in una singola richiesta, l’apertura a chatbot di terze parti e l’accesso ai dati personali e ai contenuti presenti sullo schermo.

Nascondere indizi all’interno dei materiali promozionali non è una novità in casa Apple. Anche in passato, lo slogan “Hi, Speed” aveva anticipato l’arrivo del 5G su iPhone; “Far Out”, invece, aveva suggerito la connettività satellitare. Anche il logo WWDC del 2025 conteneva riferimenti al design Liquid Glass, poi ufficializzato. Uno storico difficile da ignorare: non resta che attendere l’8 luglio.

ChatGPT down oggi 20 aprile, problemi in corso per OpenAI

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ChatGPT down oggi 20 aprile, problemi in corso per OpenAI

Qui sopra uno screenshot della situazione verso le ore 17 dello status in tempo reale su Downdetector che riassumeva molto bene la situazione che si era creata con i chatbot più utilizzati. ChatGPT in prima linea, seguito da Claude e Gemini e, a distanza, anche da Copilot di Microsoft. Dei quattro, solo ChatGPT è rimasto poi inutilizzabile più a lungo.

Al tappeto i chatbot e lo storico delle chat

Non è solo l’intelligenza artificiale in sé a mostrare il fianco in queste ore. Gli utenti riportano che le stesse app e le interfacce web dei servizi collegati alle piattaforme di AI toccate dal problema non si caricano: non solo le domande poste al momento ai chatbot dunque, ma anche lo storico delle conversazioni precedenti dunque fatica a caricarsi o non si carica affatto, suggerendo che il problema è a monte rispetto ai modelli di linguaggio alla base delle AI.

E non è un problema solo italiano: la versione globale di Downdetector segnala problemi per OpenAI, Anthropic e anche Microsoft Copilot.

La situazione di ChatGPT alle ore 16.45

La situazione di ChatGPT alle ore 16.45 (Screenshot di Wired)

AGGIORNAMENTO ore 17.30 – Al momento attuale, ChatGPT continua ad avere problemi, mentre gli altri chatbot AI risultano ben funzionanti e raggiungibili. Claude aveva avuto qualche problema tecnico di breve durata nella giornata del 15 aprile. Al momento non ci sono ancora comunicazioni ufficiali.

AGGIORNAMENTO ore 18.25 – La situazione sta tornando lentamente alla normalità, sul portale dedicato allo status del servizio tutti gli indicatori stanno passando dal colore rosso d’emergenza a un più pacifico verde.

ChatGPT è tornato ore 18.25

ChatGPT è tornato, ore 18.25 (Screenshot di Wired)

Articolo in aggiornamento

La legale della famiglia di Giulio Regeni: “L’Egitto non è un Paese sicuro”

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La legale della famiglia di Giulio Regeni: “L'Egitto non è un Paese sicuro”

Nonostante l’Egitto sia stato riconosciuto dal governo italiano e dall’Unione europea come un paese sicuro, tre o quattro persone al giorno fanno la fine di Giulio Regeni. Persone che non potrebbero restare in un paese dittatoriale dove si rischia di essere perseguitati, torturati, uccisi o di essere vittime di sparizione forzata, ma che per esercitare il più sacrosanto dei diritti, ovvero il diritto all’asilo, sono costrette a rischiare la vita in mare perché non c’è un’alternativa. La lotta agli scafisti, alle mafie dei trafficanti, si fa davvero aprendo delle vie legali di accesso per chi ha il diritto di avere asilo in Europa”. L’avvocata Alessandra Ballerini, che da più di dieci anni segue la famiglia di Giulio Regeni per ottenere giustizia dopo la barbara uccisione del ricercatore al Cairo, sottolinea questi punti prima della proiezione del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo che si è tenuta il 17 aprile all’Arci provinciale di via Bellezza a Milano.

A cosa serve questo documentario

Giulio Regeni torna in oltre 70 atenei italiani

Il film, diretto da Simone Manetti, in questi giorni viene proiettato in oltre 70 atenei italiani, per ricordare la storia del 28enne dottorando dell’Università di Cambridge, vittima della paranoia e delle torture di un potere autoritario. Di lui si persero le tracce il 25 gennaio 2016 e il suo corpo venne ritrovato, con evidenti segni di tortura, il 3 febbraio 2016, in una strada desolata alla periferia del Cairo. L’iniziativa Le università per Giulio Regeni è promossa dalla senatrice a vita e scienziata della Statale di Milano Elena Cattaneo, ma sono molte le sale dei circoli che, sostenute da un movimento civile che da un decennio chiede verità e giustizia, promuovono la visione della pellicola, recentemente al centro delle cronache per il mancato finanziamento pubblico.

Un processo ancora in corso

Per il sequestro e la morte di Regeni il processo a carico di quattro agenti degli apparati di sicurezza egiziani è ancora in corso e la prossima udienza è prevista a giugno. Alla proiezione in via Bellezza a Milano, l’avvocata della famiglia Regeni, intervenuta in collegamento, torna sul punto dell’identificazione dell’Egitto come paese sicuro da parte del governo italiano e dell’Unione Europea raccontando un episodio accaduto recentemente: “L’ultima udienza del processo, che ora è finalmente ripreso, riguardava la traduzione di un atto dove vengono quindi nominati degli interpreti. La Corte d’Assise a Roma nomina un suo perito che viene in udienza per giurare che farà una traduzione fedele. L’Egitto è un paese così sicuro che questo perito italiano, in un’aula di un tribunale italiano, giura dietro un paravento e non declina le sue generalità nella pubblica udienza perché ha paura. Anche nel documentario, alcuni testimoni italiani, di cui magari vedrete solo le mani, hanno paura a raccontare quello che hanno visto e sentito. Questo dovrebbe farci pensare: se davvero continuiamo a credere che gli affari debbano prevalere sulla tutela dei diritti umani, abbiamo sbagliato tutto”.

“Non voltarsi dall’altra parte”

Dopo aver visto il documentario su Regeni, il messaggio che emerge più forte è quello di non voltarsi dall’altra parte. Anche un piccolo gesto, che può sembrare insignificante, può salvare una vita. Qui Ballerini aggiunge: “Quello che è successo a Giulio è stato possibile non solo tramite le azioni di chi lo ha torturato ma anche perché moltissime persone, che gli erano molto vicine e che avrebbero potuto impedire facilmente tutto quel male, non l’hanno fatto. Per indifferenza o per vigliaccheria si sono voltate dall’altra parte”.

C’è stato però chi invece ha deciso di prendere posizione: “Tra i testimoni presenti nel film ci sono alcuni prigionieri che erano rinchiusi insieme a Giulio. Tra loro c’erano due uomini di Gaza, catturati in Egitto, la cui testimonianza è stata fondamentale nel processo, che purtroppo sono poi morti nel genocidio di Gaza. A loro va tutta la mia riconoscenza e sono la dimostrazione che è possibile non voltarsi dall’altra parte”.

Kena Mobile 300 GB: la tariffa più economica del momento a soli 5€

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Kena Mobile 300 GB: la tariffa più economica del momento a soli 5€

Kena Mobile 300 GB: la tariffa più economica del momento a soli 5€

Se stai cercando una tariffa mobile economica ma con un pacchetto dati davvero importante, la promo da5,99€ al mese di Kena Mobile è una delle soluzioni più interessanti disponibili in questo momento. Non si tratta di un’offerta “base” ridotta all’essenziale, ma di un piano pensato per offrire tanti giga a un prezzo estremamente basso, mantenendo comunque minuti illimitati e servizi completi.

Cosa include davvero la promozione Kena

Con questa offerta hai a disposizione minuti illimitati verso tutti i numeri nazionali, un pacchetto SMS e soprattutto una quantità di traffico dati molto elevata, che in alcune versioni della promo può arrivare fino a 300 GB in 5G. È una soglia decisamente alta rispetto alla media delle offerte nella stessa fascia di prezzo.

Il costo mensile resta fisso a 5,99€, senza sorprese o aumenti improvvisi, il che la rende particolarmente interessante per chi vuole tenere sotto controllo la spesa telefonica. Uno degli aspetti più importanti è la rete su cui si appoggia Kena Mobile, ovvero quella di TIM, che garantisce una copertura ampia e stabile su tutto il territorio italiano. Dove disponibile il 5G, la navigazione risulta veloce e fluida, adatta anche allo streaming e all’uso intenso dei social o delle app. In pratica, puoi utilizzare lo smartphone in modo completo senza dover continuamente controllare il consumo dei dati. Un altro punto di forza è la semplicità. L’attivazione della SIM avviene interamente online e richiede pochi minuti. Puoi scegliere tra SIM fisica o eSIM, a seconda delle tue esigenze, e completare la procedura senza recarti in negozio. Anche la portabilità del numero è gestita automaticamente, quindi puoi cambiare operatore senza complicazioni o interruzioni del servizio. La Kena Mobile da 5,99€ è una delle offerte low cost più competitive del momento, grazie al mix tra prezzo molto basso, tanti giga e attivazione semplice. Una proposta pensata per chi vuole risparmiare senza rinunciare a una connessione completa e affidabile.

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Il cinque cilindri Audi potrebbe sopravvivere grazie all'ibrido

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Il cinque cilindri Audi potrebbe sopravvivere grazie all'ibrido

Il <a href="https://www.hdmotori.it/audi-motore-5-cilindri-storia-modelli/">cinque cilindri Audi</a> è uno di quei <strong>motori più iconici del marchio tedesco</strong> (e non solo). Cinquant'anni di storia, dieci vittorie all'International Engine of the Year tra il 2010 e il 2019, rally e Pikes Peak. Oggi è presente solo sulla <a href="https://www.hdmotori.it/prove/audi-rs3-restyling-prova-su-strada-motore-specifiche-potenza-consumi">Audi RS3</a> e la sua sopravvivenza in Europa sembrava già scritta. Con l'entrata in vigore dello <a href="https://www.hdmotori.it/auto-articoli-n580998-euro-7-approvazione-standard-emissioni-inquinanti/">standard Euro 7</a>, prevista per la fine di quest’anno, questo motore <a href="https://www.hdmotori.it/audi-rs3-addio-5-cilindri-euro-7/">non verrà più prodotto</a>. A settembre scorso fu lo stesso CEO di Audi, <strong>Gernot Döllner</strong>, a chiarire che la decisione è di natura commerciale più che tecnica. “<em>È una questione di scala e di domanda complessiva del mercato</em>” aveva dichiarato. Ora <strong>Rolf Michl</strong>, responsabile di Audi Sport, ha aperto uno spiraglio.<h2>Le possibili novità</h2><img class="alignnone size-full wp-image-243328" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2025/12/Audi-5-cilindri-2.5-TFSI_002_1600x1200.jpg" alt="Audi motore 5 cilindri" width="1600" height="1200" />In un’intervista, Michl ha dichiarato “<em>Siamo assolutamente consapevoli del DNA del motore a cinque cilindri e siamo aperti a ogni possibilità.</em>" Una frase che suona come una <strong>porta aperta all'ipotesi di elettrificare il 2.5 TFSI</strong> per renderlo conforme alle nuove normative. “<em>I ragionamenti sulle possibili soluzioni tecnologiche continuano da parte nostra</em>”, ha aggiunto.A oggi questo è un motore che <strong>non supera gli standard Euro 7</strong>. Adeguarlo senza elettrificazione richiederebbe un intervento sostanziale che dovrebbe prevedere l’aggiornamento del filtro antiparticolato, l’adozione di sensori NOx più avanzati, nuove strategie per l’iniezione e l’integrazione di catalizzatori ad alta densità. Tutto questo ha un costo che, con i <strong>volumi di vendita della RS3</strong>, difficilmente si ripaga. Abbinare il cinque cilindri a un sistema ibrido potrebbe invece essere una strada percorribile. Audi già usa architetture simili su A3, A5 e Q5, con motore quattro cilindri.<img class="alignnone size-full wp-image-261517" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/03/Audi-RS-3-competition-limited.jpg" alt="Audi RS 3 competition limited" width="2488" height="1867" />La <a href="https://www.hdmotori.it/audi-rs-3-competition-limited/">RS3 competition limited</a>, i 750 esemplari numerati lanciati per <strong>celebrare i cinquant'anni del propulsore</strong>, era stata letta da molti come l’ultima espressione del cinque cilindri Audi. La strada verso l'addio sembrava tracciata. Le <strong>parole di Michl</strong> per il momento non cambiano i piani e la RS3 con il cinque cilindri uscirà dal mercato europeo entro metà del 2027. Quelle stesse parole, però, lasciano aperta la possibilità che un'evoluzione ibrida possa portarlo in produzione oltre quella data. Niente di confermato, e probabilmente niente di imminente. Ma abbastanza per non considerare la questione chiusa.C'è un ulteriore dettaglio che rende la <strong>questione ancora più interessante</strong>. Se il cinque cilindri venisse effettivamente aggiornato, Volkswagen starebbe valutando di utilizzarlo su una Golf speciale per celebrare i 25 anni del marchio R. Un progetto che trasformerebbe quello che sembrava un addio in un rilancio su più fronti.[drivek_widget brand_id="audi" model_id="sq6-e-tron"]

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